Si tratta di una startup, il cui concept è di mettere a disposizione degli invitati alle nozze una app mobile (ovviamente su suggerimento/invito degli sposi).
In questo modo, tutte le foto fatte da amici e parenti del felice evento verranno automaticamente aggregate online, viste, condivise in diretta etc etc
Ad un costo stimato di poco di più di 100 euro per evento…
Consiglio: se vi interessa, non andate sul sito, perché non c’è nulla. Leggete piuttosto questo articolo.
Nick Newcomen nutre un apprezzamento talmente grande per Ayn Rand, che ha usato una parete superlativamente grande per scrivere “Leggete Ayn Rand”: l’intero pianeta terra. Ha infatti guidato 12.238 miglia lungo 30 stati degli USA per scrivere un messaggio visibile soltanto su Google Earth. GPSvertising?
Una volta WYSIWYG significava “quello che vedi è quello che avrai”, ora, con l’idea di DDB Stockholm per Mc Donald’s (che vedete nel video qui sopra) significherà pure “quello che fotografi è quello che avrai”.
In breve, se riesci a scattare la foto a un prodotto, lo avrai gratis. Semplice ed efficace.
Durante le feste da poco trascorse, Sony ha trasformato un suo negozio in un gigantesco calendario dell’avvento. Apponendo un QR code su ogni finestra: che diventava così una casella in cui vincere un premio.
I miei auguri più geek per le imminenti festività sono un paio di video trovati su Mashable, con protagonista Yoda.
Il primo, qua sopra, è uno dei video (ormai già virali) del minisito LEGO Santa Yoda.
Il secondo, qui sotto, è il video in time lapse di uno Yoda Babbo Natale gigante, costruito nella Union Square di San Francisco. Il messaggio? “Spread holiday cheer with LEGO Star Wars, you must.”
Cambiano i target e l’uso dei media. Anche la comunicazione evolve ed è sempre più “drive to web”
Per il mondo della pubblicità, quello che una volta era il mal digerito Internet, quello che “e poi mettiamo nell’annuncio anche l’indirizzo del sito”, si è trasformato: l’online che era accessorio in molti casi si è trasformato nell’obiettivo, nella spiaggia su cui far sbarcare le truppe dei potenziali clienti.
Sia esso un sito o minisito, un blog o un attività social.
Di qui una rivoluzione copernicana: se per anni abbiamo fatto attività online che facevano letteralmente schifo, in quanto impossibili “adattamenti” al web di campagne televisive intraducibili, ora come minimo andiamo verso concetti media neutral, media agnostic o chiamateli come volete; concetti che partono da un idea, non da un mezzo, e che per essere approvati devono anzi dimostrare di essere capaci di funzionare su tutti i mezzi, in primis l’online.
Ne parlo nel mio nuovo articolo per Apogeo, che se volete potete leggere qui.
Le modelle qui sopra sono perfette, vero? Di una bellezza irreale. Ed è proprio così, perché queste modelle non esistono.
H&M ha infatti ammesso di aver usato dell modelle CGI: le teste delle modelle in carne e ossa sono state inserite su corpi virtuali, adattati al tipo di pelle e viso.
Non mi pronuncio. Lascio la parola a voi: che ne pensate? Favorevoli o contrari?
Su cui puoi giocare e fare le corse.
Accumulare punti.
Gamificationare, insomma sfruttando in 3D i contenuti Social della tua pagina Facebook.
Interessante idea, questa di Social Network Racer (purtroppo a me ci mette un sacco di tempo a caricarsi, quindi è anche una prova di pazienza)… e si vince un viaggio a Tokyo per partecipare all’anteprima dell’ultima Toyota.
Ora scriviamo anche di Innocent Veg Pots, segnalato dal nostro guest blogger Roberto Venturini, che utilizza l’idea della moneta social, creando una meccanica esplicitamente promozionale: più twitti del prodotto, meno lo paghi, fino a non pagarlo del tutto.
Morale geek: nel momento in cui la tecnologia inaugura nuovi comportamenti, nascono nuove idee.
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