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Si è da poco concluso anche l’ADC*E Award 2012Qua sopra vedete il Grand Prix: il commercial ”Bear”, per Canal+, dell’agenzia BETC.
Bel commercial, niente da dire. Eppure, mi lascia l’amaro in bocca che nel 2012 il Grand Prix ADC*E vada ad un “semplice” spot TV.
Voglio dire: nell’epoca delle narrazione multi-piattaforma, della geek advertising, delle idee cross media, dei Titanium, il Grand Prix va a uno story-telling tradizionale che oltretutto utilizza meccanismi narrativi altrettanto tradizionali (short story con elemento enigmatico svelato dal prodotto alla fine: ricordate lo splendido Power of Wind, Oro a Cannes 2007?).
Mi lascia perplesso. Molto meglio il Grand Prix dell’anno scorso, Dortmund Milk, e, soprattutto, molto meglio il Grand Prix italiano, che racchiude in sé un modo di fare story-telling più intrigante, multi-sfaccettato, e aperto a quello che è il futuro presente del nostro mestiere.

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Riprendo qui il mio post sul blog ADCI, dato che, anche un po’ meno a caldo, continuo a pensare le stesse cose.

Guardatevi il video del grand prix: Dortmund Konzertmilk. Un argento a Cannes (nella categoria Titanium & Integrated, che secondo David Droga è la categoria più importante a Cannes; insomma, il grand prix della creatività che guarda al futuro), che sono felicissimo abbia guadagnato il Grand Prix all’ADC*E.

Perchè?

Perchè anche a Cannes, da qualche anno è premiato lo storytelling “innovativo”. Storie raccontate cercando nuovi linguaggi creativi, in modo decostruito, multi-narrativo, tech savvy: insomma, geek.

Philips Carousel e Old Spice, per fare 2 esempi, sono casi emblematici al riguardo.

Per questo, visto che all’ADC*E di Grand Prix se ne dà uno solo, che racchiude quindi tutte le categorie e le giurie, trovo assai azzeccato premiare un tipo di narrazione geek come specificato sopra. Una campagna che racchiude in sé molte altre, se non tutte le altre, categorie (ho sentito non pochi giurati della sezione design stupirsi che non avessero iscritto la bottiglia del latte nella loro categoria: “…avrebbe vinto un oro”), e offre un punto di vista inedito, originale, e creativo su un brief per nulla facile.

Insomma, un Grand Prix non scontato, dato che i pronostici pre-giurie erano per la consacrazione di Nike Write the future, ma proiettato al futuro della creatività, con una consapevolezza non solo di cosa è, ma anche di cosa sarà (e, magari, dovrebbe essere) il nostro mestiere.

 

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