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Archive for luglio 2009

fishfranke

Su I believe in adv ho scovato un bell’esempio di geek adv non convenzionale. E dico “non convenzionale” nel senso che non è una trovata hi-tech come ci si potrebbe aspettare da una creatività geek. Eppure, è proprio nell’uso del media (inserire pesce vivo in vera acqua di mare dentro una pensilina – che sta il suo essere tale. E, soprattutto, nell’idea. Geek Advertising è un nome che ci piace, una copywriterata, ma non significa “giochino tecnologico a uso e consumo di pochi nerd”. Significa, e non mi stancherò mai di ricordarlo – ai miei colleghi prima di tutto, una diversa e più profonda consapevolezza del medium nel processo creativo, finalizzato alla creazione di idee più potenti e capaci di far parlare di sé. Idee vere per persone vere: perchè le “persone sono il medium più potente che conosco” (Jeff Goodby).

Pistolotto finito. Potete andare.

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Ritorno sul tema della Realtà Aumentata e della sua utilità in termini comunicazionale.

Come già detto, sono contrario all’uso delle tecnologie solo per ottenere un effetto “cheap”, un wow temporaneo, che si brucia nello spazio di un giorno e che rischia di bruciare ulteriori e più strategici impieghi della tecnologia in comunicazione—- anche perché non possiamo dimenticarci che il gioco della comunicazione commerciale funziona solo se le nostre attività presto o tardi portano del bene alla marca e alle sue vendite…

Questo è, come sapete, stato finora abbastanza il caso della Realtà Aumentata: impiegata come un giochino (si veda post precedente) e non come un modo intelligente di dare un valore aggiunto alla nostra comunicazione e soprattutto all’utente.

In realtà il problema non è la tecnologia ma la testa di creativi e clienti – le possibilità di usare le tecnologie in modo più strutturale esiste, guardate ad esempio cosa ha combinato Topps, che sarebbe la Figurine Panini americana, tanto per intenderci.

Invece di un gimmick a se’ stante, ha aggiunto uno strato di ulteriore valore e interazione al proprio prodotto. Mostrando infatti la figurina alla webcam, la figurina si anima, prende vita. Il lanciatore di Baseball lancia la palla e con il personaggio della figurina si può giocare.
La figurina, pur restando se’ stessa accumula un valore di entertainment più ricco – relevant per la persona, visto che le colleziona e che quindi è già “engaged” con il prodotto e quello che rappresenta.

Se un’immagine (o una figurina) vale mille parole, un video ne vale almeno un milione, quindi guardatevi qui il filmato che spiega come funziona l’ambaradan aumentato…

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Cosa potrebbero fare i Geek per semplificare il modo di lavorare in agenzia?

Prima di tutto, potrebbero cliccare qui, inserire le informazioni richieste, e stare a vedere il costo in diretta della riunione a cui stanno partecipando.

Una web app davvero utile, che sarebbe bello vedere anche sull’App Store.

– via dabitch.

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E’ la seconda volta che la NASA mette assieme due mie passioni.

Nel 1981 commissionarono ai Rush, una delle mie band preferite e una delle band più geek di sempre, una canzone per celebrare il lancio dello Shuttle Columbia: era Countdown, che i tre di Toronto suonarono live alla NASA durante il lancio.

E, ora, l’ente spaziale americano collabora con Apple per la realizzazione di alcuni giochi che festeggiano il l’anniversario dello sbarco sulla luna.

Non sto a descrivervi i giochi in dettaglio. Se vi interessa, la trovate su Macity.  Quello che interessa a noi, invece, è che la Nasa, per farsi pubblicità e dare risonanza all’anniversario, non usi solo TV radio e stampa, ma anche il più interattivo dei nuovi media: l’App Store di Apple. Ne abbiamo già parlato. E ci fa piacere che la NASA condivida la nostra visione. In fondo, se non si fa pubblicità geek lei, chi altro dovrebbe?

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Volevo scrivere un lungo e dettagliato post sull’importanza di Twitter per il mestiere che faccio. Per fortuna ci ha già pensato il Festival di Cannes, invitando a parlare Biz Stone, co-fondatore di Twitter. Leggetevi il sunto del suo intervento; è sicuramente meglio di quello che avrei potuto scrivere io.

Aspetta però: adesso io di cosa scrivo?

Magari, dell’interessante mash-up di Volkswagen: un banner (lo vedete qui sopra) che analizza le parole chiave dei tuoi tweet, per poi ti consigliarti l’auto (ovviamente Volkswagen) più adatta a te. Un servizio di microblogging che diventa un banner. Sì, merita proprio un post.

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Oggi Sciopero.

Adesione all’appello di Diritto alla Rete contro il DDL Alfano che imbavaglia la Internet italiana.


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Come vedete qua sopra, Doritos si è già dimostrata una marca geek, utilizzando il proprio pack in Realtà Aumentata per lanciare le Dotiros Sweet Chili.

Bene, dirà qualcuno, ma ‘ste cose come la Realtà Aumentata sono un giochino one off: lo fai una volta, e poi basta, no?

No.

Date un’occhiata al pack qui sotto.

A dispetto delle apparenze, è il biglietto per il reunion tour dei Blink 182. E dove si tiene il concerto? In Realtà Aumentata, naturalmente. Sul sito Doritos Late Night. Dove, fra l’altro, potete assistere pure all’esibizione del Rapper Big Boi, del duo hip-hop degli Outkast.

Ma io, ex metallaro, vi mostro solo la performance dei Blink 182.

PS. sapete che agenzia ha curato tutto questo? La Goodby, Slverstein and Partners. Ovvero, l’agenzia autrice della storica campagna Got Milk?. E che per Doritos aveva già realizzato il sito Hotel626, vincitore, fra le altre cose, di un bronzo al Clio. E ha fatto tutto da sola? No, ha lavorato con la tech company Proto e con lo studio di comunicazione Mekanism, il cui claim recita “storytelling for emerging media”. Qualcuno ha detto creatività integrata?

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