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Archive for settembre 2009

Fatto: C’è molta più gente che cammina che gente che corre.

Fatto: Nike +, il sistema che integra scarpa, ipod e web ha avuto un buon successo. Sarà per la comodità di poter tracciare, memorizzare, analizzare le poprie corse quotidiane. Sarà per la possibilità di condividere, socializzare. Per la possibilità di sfide a distanza con altri runner. Sarà, però direi che è stata una bella cosa e che ha portato benefici sia a Nike che ad Apple.

Fatto: ovviamente, si tratta di una applicazione per i runner. Non tutti. Non per me – a me correre fa schifo. Mentre camminare una decina o più di km piace.

Idea: Estendere l’idea a quelli che camminano – anche usando le nuove potenzialità de nuovo iPod (il pedometro incorporato).

Applicazione: Guardatevi questo sito (in early beta, direi). Spero solo la estendano anche all’iPhone… e poi mi iscrivo e inizio a sfidare sconosciuti su chi fa più km a piedi nel quadrilatero della moda (io ci passo tutti i giorni perché lavoro lì).

Attenzione però: chi corre si veste strano ed è totalmente focalizzato. Chi cammina può anche guardare le vetrine. Opportunità di geolocalizzazione/Adv locale—? (non penso). Sicuramente un buon modo per vendere prodotti e creare community per Nike e Apple.

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Mini, la storica, piccola ma soprattutto innovativa automobile ci ha abituato a forme di comunicazione interessanti e spesso tecnologiche – come nel famoso caso dei poster che riconoscono l’utente e lo salutano per nome…(lo leggete qui).

Oggi ci propone un interessante approccio alla comunicazione, un’applicazione iPhone realizzata in collaborazione con la compagnia assicuratrice Allstate.

Il concetto, come spesso nelle buone idee, è semplice.

Road Assist è un servizio di assistenza stradale che dall’iPhone (o dal Blackberry) ci permette di inserire i dati del nostro problema e allertare un servizio di assistenza premendo pochi tasti – e ricevere conferma della richiesta e della ora di arrivo prevista. Accedendo quindi ai servizi gratuiti di soccorso offerti ai possessori della piccola di casa BMW (ma solo se siete residenti negli USA…).

Ecco il video  che racconta i dettagli dell’applicazione:

Per carità, tutte robe che si possono fare anche a voce…ma che attraverso l’uso di un form e di conferme scritte si rende più concreta e rassicurante l’esperienza, evitando attese appesi al telefono (magari con poca batteria…) – con un forte contenuto di branding.

Senza contare che l’integrazione con il GPS permette di localizzare la nostra posizione in modo più preciso di quanto possiamo fare noi ( i problemi hanno la spiacevole tendenza a verificarsi in luoghi privi di targhe stradali o numeri civici).

Ovviamente il potenziale di marketing non sta tanto nell’experience di chi è stato tirato fuori dai guai – quando nell’uso dell’applicazione come soggetto / pretesto di comunicazione, per dimostrare in modo conreto una differenza, una superiorità, una marca.

Una comunicazione che si fonde col servizio – ma sopratutto molto geek.

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Se seguite questo blog, sapete cosa penso delle riunioni.

Se seguite questo blog, potete immaginare la mia gioia nello scoprire che Wieden+Kennedy Londra ha un nuovo Time Table. Non UNA time table, ma UN time table. Un tavolo riunioni che è una gigantesca barra luminosa a colori: si imposta la durata stimata per la riunione, e il tavolo ricorda a tutti quanto manca alla fine.

Se seguite questo blog… vuol dire che non passate troppo tempo sepolti in inutili riunioni… bravi!

via LIMITEDHYPE.

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Lo confesso: mi piace la Vitamin Water. Quando arrivo ad un terminal negli States o in Inghilterra (l’ho trovata pure a Parigi), me ne prendo subito un paio di bottiglie. Molto più soddisfacente dei beveroni isotonici o vitaminici che sanno di Polase o dolcificante che si trovano qui da noi. Soddisfacente sotto molti punti di vista, non solo per il palato. Se vi capita, provate a leggere le sue etichette: sono scritte da copywriter bravissimi, con grande gusto per la narrazione.

L’ultimo piacere che mi ha saputo dare è il flavor creator lab, un’applicazione Facebook che coinvolge gli utenti in un’iniziativa di crowdsourcing per progettare il prossimo nuovo gusto del soft drink .

Vitamin Water non è nuova ai social network, e l’ha pensata bene questa App: ci puoi seguire la top ten dei gusti proposti finora, divertirti con dei giochi a tema salute e benessere, e naturalmente proporre il tuo gusto e disegnare l’etichetta della bottiglia.

Il nuovo gusto e la nuova bottiglia verranno svelati a dicembre. Ma non è tutto: per non lasciare il vincitore con un sapore amaro in bocca, oltre alla fama su facebook, gli verranno dati pure 5.000 dollari cash.

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Ce la posso fare, ve lo prometto. Suderò freddo. Affronterò i tremori, gli spasmi muscolari. Le allucinazioni. Ve lo prometto, sì. Domani smetto. Di parlarvi di Realtà Aumentata.

Ma oggi, come botta finale, vi linko tutta la sua storia: the History of Mobile Augmented Reality.

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Botta e risposta con il precedente post di Roberto a proposito della convergenza tra carta stampata e video.

Ho fatto un pensiero geek. Immaginate di avere degli occhialini AR. Degli occhialini stile quelli che ora vi danno nel cinema 3D per vedere L’Era Glaciale 3: che, in più, tramite un bel sistema wireless sono collegati al web.

Ora, pensate di indossarli e sfogliare una rivista. Quando arrivate su una pagina pubblicitaria, l’immagine si anima in realtà aumentata e diventa uno spot che vedete in streaming.

Vi sembra fantascienza? Allora guardate un po’ cosa hanno presentato i tipi di Total Immersion nel lontano 2008 (da notare che la giornalista usa la carta come una tastiera per impartire comandi alla realtà aumentata e cambiare il colore dell’auto):

Fonte: clubic.com

A questo punto mancano solo gli occhialini AR wireless, ma ho già visto un paio di concept in giro per la rete… 😉

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Cannes, Austria.

Nel 1954 il Festival di Cannes, fino ad allora solo un Festival del Film cinematografico, aprì la sezione dedicata al Film Pubblicitario. “Beh, ma che c’entra con l’immagine qui sopra?” chiedete voi.

“Beh, si conclude oggi l’Ars Electronica Festival, a Linz. La 30° edizione, oltretutto.”, rispondo io.

“Beh, ma che c’entra?” continuate a chiedere voi.

C’entra, eccome. Infatti, come nel 1954 gli organizzatori del Festival decisero di celebrare il medium filmico (cinematografico e televisivo) a cui la pubblicità si rivolgeva, così ora dovrebbero celebrare un altro medium a cui la pubblicità si sta rivolgendo sempre di più: la tecnologia.

La tecnologia non è solo un medium, ma anche un comportamento. Parafrasando McLuhan, oggi non solo the medium is the message, ma the medium is the message is the action. Se la televisione e il cinema modificano la percezione del mondo, la tecnologia cambia il modo di stare al mondo. Guarda caso, l’argomento di questo 30° Festival è proprio la Natura Umana. Questo ai pubblicitari d’oggi dovrebbe interessare moltissimo: la comunicazione potente deve partire dall’osservazione dei comportamenti umani per poi a quelli tornare. La tecnologia è un nuovo modo di stare al mondo, di agire, di relazionarsi agli altri: pensiamo a come siamo cambiati noi e il nostro modo di comportarci – ad esempio – con i cellulari, con i navigatori satellitari, con i computer, con i videogames, con le tecnologie mediche, con internet. Siete convinti?

Bene, allora ecco la mia proposta: inauguriamo una sezione pubblicitaria all’interno dell’Ars Electronica Festival. Un festival di Geek Advertising, di creatività tecnologia… chiamatela come volete, ci siamo capiti.

Non fermiamoci a modernizzare i vecchi festival. Colonizziamo quelli nuovi.

Ora, guardatevi il gala di apertura:

E seguite il suo twitter.

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