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Archive for ottobre 2009

Non so chi sia stato il genio che ha avuto l’idea di imbrattare una verginale ingessatura con una firma, un cuoricino, un motto spiritoso, violando la sacralità rigorosa di una bella frattura.
Tant’è non vale la pena di recriminare, ormai la frittata è fatta.

D’altra parte, a discolpa dei terroristi del pennarello, l’ingessatura di un amico o conoscente è uno dei pochi posti dove si può taggare, scrivere, disegnare senza incorrere (almeno teoricamente) nei tutori dell’ordine. Insomma, l’ingessatura come luogo di democrazia diffusa e di creatività autorizzata. Un ambito dove anche il più sfigato di noi, quello che teme la multa o i limiti delle nostre capacità si sente a proprio agio nello sviluppare il proprio centimetro quadrato di creatività.
Era quindi solo questione di tempo perché dal reale si passasse al virtuale, al digitale, al geek, all’ambient.

Da Coolhunter riprendo questa brillante idea di geek advertising: Sharpie, fabbricante di pennarelli indelebili (l’arma del crimine urbano) ha sviluppato dei poster digitali-interattivi su cui il passante può legalmente lasciare un messaggio su una ingessatura che non resta un affare di famiglia ma che tutto il mondo dei passanti può vedere, apprezzare… con livelli di geekness richiesti tendenti allo zero.

Nuova prova che un’attività ad alto impatto e molto geek non si rivolge solo ai geek e non richiede una patente cosmica di geekdom per essere implementata (senza parlare del fatto che in questo modo si riesce a far “provare” il prodotto e a evidenziarne le potenzialità in modo totalmente politically ed urbanisticamente correct).

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Nasce il collective twitter book: The World According to Twitter, scritto da @pogue e dai suoi 500k followers.

Nasce pure la twitterature: non oltre 140 caratteri. #ilpiccololibroditwitter

es. la Bibbia: “Dio: Ho creato l’universo, ho mandato mio figlio sulla Terra, l’avete ucciso ma lo farò tornare in un sequel. Intanto ho due milioni di follower ;)”

PS. questo post è scritto in forma ridotta per adeguarsi allo stile di twitter.

PS2. non è la vecchia game console della sony, ma la segnalazione – immodesta – del fatto che da ben prima di twitter qualcuno (ehm…) fa già esperimenti con la microletteratura…

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Dimenticatevi la vecchia rivalità mac vs pc. Appartiene al passato. Il presente è della rivalità iPhone vs Droid. Guardatevi qua sopra il teaser spot del nuovo smartphone della Motorola-Verizon con sistema operativo Android. Promette di fare tutto quello che l’iPhone non fa ancora.

A parte i codici da pubblicità comparativa (o pubblicità preventiva?) che Apple stessa ha usato (la stessa campagnia Mac vs Pc, e ancora prima lo storico spot di 25 anni fa per il lancio del Mac contro il monopolio dell’IBM) trovo interessante – creativamente e da un punto di vista geek – lo scenario di uno scontro pubblicitario sul terreno del più nuovo e geek dei media: le piattaforme OS mobile. Coke or Pepsi anyone? 😉

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Questa faccenda della Geek Advertising sembra stia suscitando un interesse superiore alle nostre aspettative – da una cosa nata per passione sentiamo un feedback molto acceso da parte delle persone e delle aziende con cui stiamo parlando…

Una delle cose però da mettere in chiaro è che la comunicazione “geek” non necessariamente si rivolge (e quindi si limita) ad un target anch’esso geek.

E’ perfettamente possibile (ed auspicabile) fare operazioni geek su un pubblico di non addetti ai lavori, anche di persone con livelli di padronanza della tecnologia bassi o nulli… ma che restano comunque “impressionabili” da forme di comunicazione che usano la tecnologia per passare messaggi inaspettati, di marca, esperienze.

Un ottimo esempio questo svedese di VolksWagen, nel quadro della sua attività basata sulla Rolighetsteorin – la teoria del divertimento: mostrare che aggiungere un tocco divertente alle attività quotidiane può migliorare sensibilmente la nostra vita.

Un esempio lo avete magari già visto sul mio blog, qui eccone un altro: il cestino della spazzatura col botto.

Guardatevi il video, che spiega meglio di mille parole.

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Juan Cabral, mastermind creativo di Fallon Londra, costringerà di nuovo il popolo dei creativi a schierarsi pro o contro di lui.

Ecco l’idea: ha disseminato  Seyðisfjörður di casse audio della Sony per tutto il mese di Marzo 2009, trasformandolo il paese in un gigantesco ambient musicale che esalta la qualità sonora dei sistemi audio Sony.

Il video in testa a questo post è il documentario con le reazioni degli abitanti. Che sta ovviamente diventando un virale (il video è stato solo programmato per i cinema e per l’online. Per la TV hanno solo fatto dei teaser ad hoc).

Prima di schierarvi pro o contro, leggetevi l’intervista a Cabral su Creativity online.

Io l’ho fatto. E mi sono schierato a favore. Non solo perché è un gigantesco dispiegamento di tecnologia usata in modo creativo e virale, ma soprattutto perché – a sentire lui, almeno – l’idea gli è venuta mentre ascoltava in cuffia Stockhausen dal lattaio…

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Cari geek vicini e lontani (cit.), leggetevi questo articolo su wired e compiacetevi.

E’ nata la prima via intitolata a un’account twitter: @arjanelfassed tweetstreet, nome di una strada in un campo profughi palestinese.

SI tratta di un’iniziativa a scopo umanitario del sito Jouw Eigen Straatnam, che fa pagare 100 euro per intitolare ciascuna delle 200 strade nel campo profughi di Askar, e poi devolve il ricavato alla “Palestinian Child Care Society”, per finanziare attività culturali e ricreative dopo-scuola per i 1000 bambini che si trovano là.

Il proprietario dell’account twitter, Arjan El Fassed, ha dichiarato che “intitolare la strada al mio account Twitter è un’azione simbolica per creare un contatto online e offline con i bambini di Askar”. E, aggiungo io, per creare un bell’effetto virale attorno ad un’iniziativa sicuramente meritoria. Bravo.

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Disclaimer 1: sono un machead.

Disclaimer 2: come ho già scritto, questo è un blog sulla pubblicità, non che fa pubblicità.

Per questo, non pensate che stia facendo pubblicità alla Apple. Pensate, invece, che dovreste spiegare ai vostri clienti come funziona il rapporto con le persone nell’epoca dei social media.

Che la finiscano di giocare a nascondino con loro, estenuandole con una barriera di voci automatiche e “digita 1 per…”, 0 tenendole al silenzio con il bavaglio della “moderazione dei commenti” al loro sito web. Possono anche non dar loro voce, illudendosi che così che nessuno sappia che qualcosa non va. Le persone parleranno comunque, in tutti i social media che esistono e che esisteranno, e lasceranno traccia di quel che si dicono. Leggetevi un po’ questo veloce articolo su AdAge e poi inoltratelo ai vostri clienti.

Ah, già… questo era nato come un post sulla Apple. Beh, in effetti la cagione dell’invettiva è stata proprio quanto sta succedendo con la batteria degli iPhone. Online, un grande numero di utenti si è lamentato di un calo delle prestazioni della batteria con il nuovo firmware 3.1 di settembre.

Apple ha reagito, fra le altre cose, invitando gli utenti a installarsi un applicativo che monitora la batteria del loro iPhone e manda le informazioni alla Apple stessa, che così avrà tanti dati per capire e risolvere il problema. Intanto, il buzz dei blogger e degli utenti della rete genererà tanta pubblicità gratuita. Il vecchio customer care a senso unico può andare in pensione.

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