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Archive for dicembre 2009

A Natale non tutti si è più buoni, come vedete qua sopra.

Nell’ultimo spot per Droid, Verizon e Motorola attaccano senza troppi giri di parole l’iPhone come una reginetta ossessionata dalla propria bellezza, che forse è bella fuori ma sicuramente lenta dentro. Che aggiungere a tanta schiettezza? Non resta che aspettare la prossima puntata di questa nuova guerra tra marche geek rivali. Intanto, colgo ispirazione per augurarvi un Natale buono, ma non buonista. 😉

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Questo post è la sbobinatura (chi non si fida del tastierino dell’iPhone deve ricredersi) della mini-conferenza tenuto dal simpatico ed enciclopedico Stephane Scheyven di Contagious, nella sede del Cristal festival di cui ero giurato nella sezione Interactive. La lascio in inglese per comodità (mia ;-)).

Starting thought: people don’t need advertising. They love services. They adapt to technology.

Advertising shouldn’t feel like advertising. It should dissolve into content. Useful, relevant, entertaining.

Agencies should treat consumers like real people, creating personal experience.

Farfar, Sweden defines itself “The original in time bandit advertising”, since it believes that the best digital agency creates time. Time is more than money: it’s the new layer to reality, where digital life lies in. About time, Philips Carousel commercial lasts 2 minutes but peolpe spend 5 minutes in front of it.

Brands are a network of the unacquainted: linking like minded strangers. And providing branded utility.

An example: Doritos “bring back the slow dance”, phisically approach the person you like: bring slow dancing back multimedia campaign.. Because approaches are now too virtual to be real. That’s understanding humans and giving them something useful for them.

The punchline is no more “what’s in it for me?” but “what’s in it for them?”.

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Come avrete notato (o no) avevamo dichiarato una sorta di moratoria della Realtà Aumentata su questo blog.

AR bellissima, in crescita in sperimentazione… ma a rischio di essere uccisa da un buzz eccessivo e prematuro.

Torno a parlare di AR perché ho visto un paio di applicazioni interessanti: non il solito “buzz generation” ma robe che servono, che usano la Realtà Aumentata per farci delle cose concrete.

E’ l’app di IKEA – molto semplicemente permette di vedere, inquadrando un angolo della casa, come ci starebbe uno dei loro mobili svedesi… qui un bell’articolo che spiega bene la faccenda.

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Di app pubblicitarie per iPhone ne abbiamo viste a migliaia; questa ha un’idea abbastanza nuova.
Si tratta di un classico gioco in cui si fa correre un’automobilina per una strada… ma il bello è che la macchinina passa da un iPhone all’altro (se sono collegati via Bluetooth).

Sicuramente è solo una “novelty”, però è simpatica, si presta alla viralizzazione (dai, attacca il bluetooth che ti faccio vedere una roba figa che ho scaricato…) e in pratica è uno spottino che veicola in caso di incidente la peculiarità dell’assicurazione che lo promuove. Semplice, con un pizzico di magia – comunicazione geek anche per i non
necessariamente geek 😉

Qui sotto il video.

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Lo spin-off di geekadvertising va a passo svelto, pare.

In poco più di una settimana, geekrunning ha infatti già superato i 100 fan su facebook. Per cui abbiamo deciso di organizzare la prima “geek run” milanese.

Sarà a Milano, Sabato 19 Dicembre, alle 10 di mattina: un allenamento di un’oretta per 5/6 km, con poco affanno e tanto piacere; visto che l’obiettivo non è fare agonismo, bensì fare andare i muscoli geek delle gambe e della mente.

Si svolgerà in uno dei parchi cittadini: ad ora il più gettonato pare essere Sempione con i suoi “castelli e laghetti e ponti di ferro” (cit.). La decisione sarà comunque democratica e collettiva, per cui andate sul gruppo facebook e dite la vostra.

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Second Life è stato un mio grande interesse, tre anni fa. L’ho abbandonato senza troppi rimpianti, dopo un paio di esperimenti di discreto successo (qui il link alla mia esposizione di scrittura performativa inworld) . Il punto è che mi sembrava una buona idea, la socialità della 2.0 wave vissuta in un’interfaccia 3D in cui FARE qualcosa di interessante con gli altri utenti. Mentre nei social network gli utenti al massimo si scambiano informazioni, chattano, o comunque il loro “fare” è limitato alla scrittura, in Second Life gli utenti possono costruire, interagire su livelli più articolati e poietici.

Ho conosciuto alcuni avatar con cui sono ancora in contatto, tra cui l’artista Gazira Babeli – nome dietro cui si nasconde uno/una/tanti code performer di altissima levatura. Speravo riuscisse a diventare un modello di geek advertising, ma non è successo. Fine della storia.

E’ con un certo nostalgico piacere agrodolce, quindi, che ho accolto la notizia del primo lungometraggio della storia girato in Second Life. Il film e’ italiano ed e’ stato realizzato da Berardo Carboni, lo stesso regista di Shooting Silvio. Il titolo è VolaVola ed il protagonista è l’avatar Alessandro Haber, che vedete qui in testa e la voce di Sabrina Impacciatore. Qualche informazione in più la trovate qui.

L’esordio non è stato male: il 2 novembre anteprima mondiale a Parigi, durante il machinima festival Atopic.
Anche le note di produzione non sono da sottovalutare: 90′ di durata, 130.000 euro di investimento, e una vocina mi dice che ora si parla anche di una trasposizione live action del film. Insomma, meglio tardi che mai. 3 anni fa Second Life, per il geek marketing, era l’idea giusta al momento sbagliato. Forse ora il momento è giusto. Il tempo – e il movie business – ce lo dirà.

Intanto che aspettiamo, guardatevi il trailer:

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