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Archive for gennaio 2010

Una delle forme di Geek Advertising più diffuse e più di successo è certamente quella delle app per iPhone. Migliaia, centinaia di migliaia, milioni presto di applicazioni, che vanno dall’inutile al surreale, dal costosissimo al gratuito, dall’iperprofessionale all’infantile.

All’interno di questo mondo di applicazioni, gestite in modo autocratico da Apple, assistiamo ad un sempre crescente impiego di questi strumenti a supporto di iniziative di marca, di prodotto. Promozioni, giochi, concorsi, dealer locator, configuratori, accesso a news, social network customizzati, di  tutto e di più. In una forma molto geek ma anche molto user friendly.

Quello che però queste applicazioni non hanno di friendly è il costo di sviluppo: sviluppare una di queste applicazioni costa, come minimo, una decina di migliaia di euro ed anche più, per arrivare a molte decine o centinaia di migliaia di Euro. E richiede tempo.

E’ un fatto che sviluppare una di queste app ad oggi è ancora un processo con le sue difficoltà e complessità – quindi un freno da parte di aziende ed operatori di business nell’adottare questi strumenti di business, specialmente quando si parla di PMI o di attività a basso budget disponibile.

Una startup si ripromette però di cambiare tutto questo e promette di rendere facile e rapido lo sviluppo di queste app attraverso strumenti online.

Grazie ad AppMakr, sarà possibile (così dicono) lo sviluppo di nuove app in meno di un ora e con un costo sotto i 200 dollari. Fosse vero sarebbe un bel boost a tutti coloro, privati o enti, che hanno qualche cosa che vogliono assolutamente rendere disponibile al popolo dell’iPhone (il che sarebbe potenzialmente anche un bello strumento per mantenere la competitività del telefono Apple rispetto alla annunciata minaccia dei Google Phone/Nexus_Android…ma AppMakr funzionerà per entrambe le piattaforme…).

Resta ovviamente da vedere quali potranno essere i limiti delle applicazioni autocostruite, quante e quali saranno le cose che creativamente e tecnologicamente ci saranno permesse e quali invece resteranno ancora esclusivo dominio di skillati e costosi sviluppatori.

Certo, si rischia di ingolfare pericolosamente il già affollato processo di approvazione delle app, quindi potenzialmente dilatando ulteriormente i tempi tra la presentazione della proposta e la release sullo Store; ma certamente una app bella, low cost e rapidissima da inventare sarebbe un bell’incentivo per una ulteriore diffusione di un approccio geek-iphone-pubblicitario mirato ad un sempre più ampio coinvogimento delle persone, attraverso servizio, informazione o semplicemente entertainment.

Rigorosamente geek, of course.

Eccone un esempio:

Vodpod videos no longer available.

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Sull’ottimo blog di Riccardo Mori, ho letto un post che mi ha convinto a scrivere a mia volta qualcosa sull’Hype Marketing di Apple.

Ogni lancio di nuovo prodotto, infatti, è preceduto da quello che David Pogue qui chiama “the apple guessing game”: un inesauribile rincorsa di blog, twitter, facebook, TV e carta stampata a chiedersi quale saranno le caratteristiche di un prodotto che – attenti bene! – non si è neanche sicuri esista: dal momento che la Apple ufficialmente smentisce.

Eppure, come rileva il sopracitato Mori, assieme alle fonti che lui stesso cita – il wall street journal e il mac observer, proprio Apple possiede un talento unico nel pilotare delle “controlled leaks” di notizie su quello tutti sanno essere il probabilissimo protagonista del “Main Event” di domani. Leggetevi anche i dettagli del post, e scoprirete che, secondo l’autore dell’articolo, Apple è riuscita a farsi pubblicare notizie sul Mac Tablet / iSlate / iPad (i tre nomi più probabili dell’attesissimo tablet mac) sul WSJ, lasciando però aperto il “loophole” che si tratti di un equivoco editoriale, tutelando così se stessa e il WSJ.

Quindi, riassumendo: hype marketing gratuito; buzz marketing gratuito; una campagna pubblicitaria integrata – ne parlano tutti i media, online e offline, da mesi – gratuita; consumatori e azionisti che hanno ormai lo stesso livello di adrenalina di una folla di metallari che morde i cancelli prima di un concerto. C’è altro?

Ah sì, pure un advergame gratuito: se pensate che Gawker ha organizzato una caccia al tesoro, mettendo in palio premi in denaro per chi fornisca prove dell’esistenza del Tablet Mac.

E non dimenticate che il MacTablet, o come si chiamerà, rivoluzionerà il mercato editoriale (affondando il colpo che Kindle ha iniziato a infilare).

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Su Synaptic Stimuli ho incontrato un’epifania. L’ho riportata fedelmente nel titolo, perchè è perfetta.

Fare della tecnologia un feticcio è fare un feticcio dell’idea che le sta dietro.

Tecnologia Idea Feticcio: sono le tre coordinate di tutto quello di cui parliamo in questo blog. Non necessariamente in quell’ordine. Scegliete quello che più vi stuzzica.

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Guardando sui vari blog gli spot virali più popolari in questo periodo, sono due quelli che mi colpiscono. Una allo stomaco e un’altra appena un po’ più sotto.

Uno è l’ultimo episodio di Rayban, in cui un tizio si fa tatuare gli occhiali sul viso.

E un’altra è lo spot per Victoria Secrets girato da Michael Bay.

Tralasciando di specificare quale mi colpisca allo stomaco e quale appena sotto, mi diverte notare che in questo periodo le cose che la gente si passa di più sono shock demenziali e gnocca. Basic instincts for a basic lifestyle, I may say 😉

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Spettacolare operazione, anzi spettacolare tecnologia di proiezione dinamica sui muri delle città; la cosa spettacolare non è l’immagine in movimento ma che questa immagine viaggia per i muri, in giro per la città… insomma come al solito godetevi il video che vale la pena. Ancora una volta approccio e tecnologia geek per affascinare anche uomini e donne anche tecnofobi.

Vodpod videos no longer available.

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Where the hell is Matt? è un grandioso esempio di idea virale che pone un interrogativo cruciale.

In breve, nel 2005 un tizio, tale Matt, era in vacanza ad Hanoi. Un suo amico ha caricato su youtube un video di Matt che balla sulla spiaggia. Successo immediato, una pioggia di click. Un virale artigianale, molto “youtube 1.0”. JWT New York e Stride Gum lo mettono sotto contratto sponsorizzandone un tour mondiale: video di lui che balla esattamente come nel primissimo video, ma nelle location più varie del pianeta. A tema “where the hell is matt?”, appunto. Risultato, 12 milioni di views su youtube.

E, siccome “cavallo che vince non si cambia”, nel 2008 Stride lo ha ancora invitato il buon famosissimo Matt alla versione “social” della stessa iniziativa. In pratica, ha alimentato una comunità di “Matt spotter”, che poi si facevano riprendere a ballare con lui. Molto web 2.0. Nel momento in cui scrivo siamo a 26000635 views. Da notare, poi, i vari spin-off all’interno dell’home page: dal libro, al “where in google earth is matt?”, agli outtakes. Insomma, un successo grande quanto il web. E l’interrogativo? E’ quello nel titolo del post. 😉

PS. Sia chiaro, a me l’iniziativa piace un sacco. Ciononostante, resta la crucialità della domanda di cui sopra – in un mestiere in cui il confine tra originalità e astuzia è così labile…

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Le potenzialità geek del mobile non sono ristrette esclusivamente alla Realtà Aumentata in versione giochetto, anzi, ci sono tutta una serie di altre bellissime cose che si possono fare per usare il cellulare evoluto a supporto del marketing, attraverso l’engagement e il servizio.

Come sempre, quando si muovono, bisogna tener d’occhio i giganti di Google, che hanno appena lanciato “Google Goggles”, un prodotto per i cellulari con Android.

In sostanza, si tratta di una applicazione comparabile a quella di kooaba o di Amazon in un qualche modo.

Scattando una foto di qualcosa dal cellulare, l’intelligente telefono attinge alla mostruosa intelligenza di Google, riconosce l’immagine, identifica la tua posizione, ti da’ informazioni sul prodotto fotografato, ti indica dov’è il ristorante più vicino riconoscendo dove sei e dandotene  una recensione… ancora una volta, ci stiamo pesantemente muovendo verso un mondo dove la comunicazione ed il servizio sono molto più strettamente sposati di quanto succedesse un tempo…

Qui trovate i video di presentazione di questa beta e qui sotto una prova indipendente sul campo.

PS: sarà interessante vedere come funzionerà sul campo, specialmente quando sarà messo sulla nuova versione del googlephone, quella prodotta direttamente da Google, non da Motorola o altri…di cui si dice già molto bene.

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