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Archive for ottobre 2010

Dalla Royal Mail Britannica, una serie molto speciale per la serie dedicata alle ferrovie.

Un francobollo con cui si può interagire grazie alla Realtà Aumentata… (oddio, loro la chiamano realtà aumentata, a me sembra più un’evoluzione dei QR code, del triggering di un contenuto mobile partendo da un oggetto o un simbolo… ma non stiamo a fare i sofisti, dire AR fa più scena, credo).

Mi piace che ci sia una strategia, che non sia il solito giochino assolutamente gratuito.

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Un’altra promo molto “classica” su Foursquare.
La catena di ristoranti Chili’s Grill & Bar offre ai propri clienti chips&salsa gratis… se hanno fatto il checkin su Foursquare.
Ovviamente si spera anche nella viralizzazione, ad esempio su Twitter.

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Quello che vedete qua sopra è il video della nuovissima app dell’inserto tecnologico Nova del Sole24ore, da ieri scaricabile gratuitamente dall’App Store.

Geekadvertising è stato scelto per provarla in anteprima, per cui ho avuto una buona settimana per testarlo.

Come sapete, questo è un blog che non fa pubblicità, ma che parla di pubblicità. Eppure, in questo caso, sento l’obbligo – e l’orgoglio, italiano – di segnalarvi quella che ho trovato essere la migliore app editoriale finora realizzata. Ha qualche bug, come rileva anche il buon Mantellini, ma ne ha anche l’app di Esquire di cui ho già scritto. E, sempre come quella, ha il copia e incolla del testo. In più ho trovato un certo gusto – italiano, forse – estetico nel design dell’interfaccia.

Non dico altro, soltanto: “avrei voluto pensarla io”.

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Parafrasando il claim del primo macintosh, Vimeo è lo “youtube fro the rest of us”: un servizio video che punta tutto sulla qualità del contenuto user-generated.

Efficace operazione di self-promotion è stata dunque il Vimeo Awards, vero e proprio festival con workshop, proiezioni, e conferenze, tenutosi l’8 e 9 ottobre a NY.

Il vincitore della categoria Best Video  è stato Last Minutes With Oden, un superbo corto sugli ultimi minuti di vita di un cagnolino malato, tutto girato con una Canon 7D. Lo vedete qua sopra.

La giuria, tra cui figuravano David Lynch, Roman Coppola, M.I.A. Morgan Spurlock, Ze Frank e Vincent Laforet, ha setacciato 6,500 iscrizioni per trovare  una shortlist di 20 film in ciascuna delle 9 categorie.

Ecco i vincitori di tutte le categorie:

Narrative / Thrush by Gabriel Bisset-Smith
Documentary / Last Minutes with ODEN by Phos Pictures
Music Video / Liars “Scissor” by Andy Bruntel
Animation / Between Bears by Eran Hilleli
Original Series / Break-ups The Series by Ted Tremper
Experimental / oops by Chris Beckman
Motion Graphics / TRIANGLE by Onur Senturk
Captured /  Fluid Sculpture by Charlie Bucket
Remix / BREAKDOWN the video by Kasumi

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Lustratevi gli occhi e i neuroni con questo nuovo capolavoro di Dentsu Londra, già autore di iPad light painting.

Questa volta di tratta di una scultura sonora fatta di colore, per la nuova Canon Pixma, sul claim di “bringing color to life”.

[da FastCo.Design]

PS. vi ricorda per caso la campagna “Color like no other” per Sony Bravia? Dovrebbe, visto che il secondo episodio della campagna era proprio un’esplosione di colore. Che ne dite, plagio o non plagio?

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Traduco l’icastica presentazione di Vimeo: “Rob Spence è un a filmmaker che ha perso un occhio e che ha deciso di sostituirlo con una video camera wireless”. Sì, è proprio come pensate. Mettete tra parentesi pregiudizi, media planning geek, e guardatevi il trailer dell’Eyeborg Project, votato da Times “una della migliori 50 invenzioni del 2009”.

 

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E anche il viso, a dirla tutta. Perchè il numero di ottobre di Esquire ha in copertina la foto di Javier Bardem. E l’app ne è la versione aumentata, con l’attore spagnolo che ti accoglie nella rivista, diventandone così testimonial.

Scrollmotion ha fatto un buon lavoro, realizzando un’app con funzionalità superiori a quelle di Wired e Popular Science, che pure mi avevano fatto dire Wow a loro tempo. Soprattutto, trovo interessante che, essendo formattata in HTML5, i testi possono essere sottolineati, copiati e incollati. Ottimo per i blogger che non riescono mai fare copia-incolla dall’app di Wired nei loro post e tutte le volte devono andare a cercarsi su web il corrispettivo dell’articolo appena letto su iPad.

 

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Ho appena ricevuto un messaggio dall’amico, e stimato editor, Luigi Orlotti: l’unico geek – che io conosca – nel mondo dell’editoria. Ha appena compiuto un gesto di disobbedienza civile con il nobile intento di indicare una luce in fondo al tunnel (e che non sia il regionale delle 15.00) del mercato editoriale.

Condivido le sue ragioni, per cui copio e incollo il messaggio integralmente.

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COMUNICATO STAMPA PERSONALE DI LUIGI ORLOTTI La responsabilità di quanto contenuto in questo comunicato è esclusivamente del sottoscritto a titolo personale

Contatti: gigi.orlotti@gmail.com

Roma, 11/10/2010EBOOK E L’EDITORIA DEL FUTURO. I DRM violati di Bol.com e Bookrepublic ci aiuteranno a creare nuovi modelli di business?

Stiamo assistendo in questi giorni all’avvio anche per il mercato italiano con grande clamore dei sistemi di vendita di ebook fatti da grandi gruppi editoriali.

Eppure, non so perché, ma ho come la sensazione che sia una partenza per alcuni con il freno a mano tirato, per altri con cieco fideismo, per altri “mah sì, cosa abbiamo da perderci?” Insomma un si salvi chi può dell’editoria che anche in Italia è costretta ad arginare la questione spinosa dell’abbattimento del distribuito cartaceo (quotidiani, periodici, libri).In Italia vendono attualmente ebook nel formato EPUB almeno tre grandi retailers: IBS, Bookrepublic, Bol.com. Telecom ed EDIGITA hanno solo annunciato che partiranno, ma fino a questo momento non sono riuscito ancora a comprare nulla (nel caso di EDIGITA perché la partenza è annunciata per il prossimo 18 ottobre 2010).Ebbene i risultati della mia indagine sono i seguenti:

1) IBS vende EPUB senza DRM

2) Bookrepublic vende EPUB con DRM

3) Bol.com vende EPUB con DRM

Telecom Italia venderà EPUB con DRM (almeno fino a quanto annunciato finora) così come EDIGITA.Insomma tranne IBS e gli editori che li vendono direttamente (cito per esempio Newton Compton e DeAgostini) tutti i grandi retailers italiani offrono piattaforme di vendita basate su DRM e, con esclusione di EDIGITA, tutte basate su DRM Adobe.

Ora accade che io sia riuscito a decriptare i file EPUB acquistati su:- Bol.com- Bookrepublicche si basano proprio sul DRM di Adobe. Per ovvie ragioni non posso divulgare le informazioni per il decriptaggio degli EPUB e ho già naturalmente avvertito ADOBE della falla. Ma per chi mi chiedesse ufficialmente le prove potrei naturalmente fornirle, cioè che EPUB con DRM applicati da Bol.com e da Bookrepublic sono violabili e quindi gli EPUB possono ritornare a essere liberi.

Sono giuste allora le lamentele del popolo del web che in questi giorni critica aspramente questo tipo di business model ancora basato sulla gestione del diritto d’autore e non piuttosto su un modello alternativo di business per generazione di contenuti. Gli EPUB che nascono come formato OPEN (e lo voglio ricordare) fino a questo momento in Italia tranne che per pochi visionari (penso a IBS e Simplicissimus Book Farm) sono diventati uno strumento di libertà condizionata con l’applicazione di DRM che rendono complesso il trasporto dei file e la gestione umanamente compatibile alla circolazione delle idee che pur sempre un libro dovrebbe avere come fine.Adobe ci metterà sicuramente una pezza. EDIGITA uscirà con altri DRM, ma vi assicuro che il sottoscritto e altri milioni di persone come me nel mondo violeranno ogni protezione a dimostrazione che solo in un futuro finalmente di contenuti, di veri ebook (e non di libri “convertiti”, per altro che brutta parola!), di attenzione al “di più” del mondo digitale, c’è vera ricchezza e vero sviluppo.Non voglio celebrare, da operatore dell’editoria, nel 2010 il funerale delle imprese editoriali, non voglio vedere aziende editoriali costrette a cure dimagranti perché non abbiamo saputo vedere oltre il nostro naso. Proprio perché sono convinto che il digitale sia il futuro non voglio vedere distrutti gli stampatori, proprio perché se sapremo avere buone idee si salveranno i posti di lavoro e ci si aprirà a un futuro di conoscenza e di circolazione delle intelligenze. Proprio per questo occorre dare ascolto agli hackers, ai pirati, come l’Impero Britannico capì a suo tempo e su di loro creò un futuro di prosperità.

Se non sapremo creare gli ebook come prodotto autonomo senza bisogno di DRM non riusciremo mai a contrastare la pirateria.

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Dallo stesso folle di AR (hyper)Reality, ecco Augmented City 3D. Tenete d’occhio questo signore: ha una visione dell’interazione uomo-digital content davvero intrigante e inquietante allo stesso tempo. Una specie di David Cronenberg dell’interface design, insomma.

PS. per vedere il filmato, infilatevi un paio di occhialini 3D anni ’70: quelli rossi e verdi, per intenderci.

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Era da un po’ che non sentivo parlare di nuovi progetti di AR.
Ormai, sapete come la penso: l’AR ha in teoria un ottimo potenziale, forse la tecnologia non c’è ancora, sicuramente è stata bruciata facendo giochini che costano migliaia di euro di produzione e vengono usati dal pubblico qualche secondo.
Insomma, la solita roba tutto fumo e niente arrosto dei pubblicitari.
Ed è un peccato, perché c’è il potenziale di fare robe bellissime – ma di certo l’idea di mettere una roba davanti alla webcam per vedere una cosa che si potrebbe vedere meglio e più comodamente premendo due tasti…
Comunque, questo AR di KitKat featuring gli Scouting for Girls almeno è una roba un po’ diversa, direi il primo o uno dei primi videoclip AR…

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