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Archive for febbraio 2011

Per le passate vacanze invernali, il Toyota USA su youtube ha dedicato a tutti i suoi viewer il tipico maglione di lana grossa che gli americani si regalano per natale. Come vedete, il maglione è fatto su misura per la Prius, e il video è diventato un virale dal discreto successo.

PS. se leggete tra le righe un po’ di freddezza, avete ragione: infatti mi ricorda molto da vicino un’idea (che ha avuto un grandioso successo virale) per Skoda Fabia (stesso mercato, le auto), oro a Cannes 2008. Eccola:

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Quello che i QR codes promettevano ma fanno fatica a mantenere, ce lo darà senza fatica una nuova tecnologia (disponibile già ora)? Google ci scommette.
I QR Codes, così come la Realtà Aumentata, sono uno di quei concetti di cui intuiamo il potenziale ma, come comunicatori, stiamo facendo ancora fatica a trovarne l’applicazione killer; un po’ perché mancano le idee ed è tutto oggettivamente da inventare; un po’ perché la tecnologia, detto francamente, non ci aiuta.
I QR Code sono abbastanza complessi da usare e questo frena la loro utilità in campo marketing. Adesso però arriva NFC, una tecnologia che permette di fare la stessa cosa semplicemente avvicinando il proprio telefono ad un oggetto, senza dover smanettare troppo…
già disponibile di serie su Nexus S (il Googlefonino di seconda generazione) e probabilmente su iPhone 5
Su questo tema ho scritto un articolo per Apogeo che se vi interessa potete leggere qui.

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Cosa ci fa un geek all’ADCI? E’ in ottima compagnia, se fa parte del nuovo consiglio direttivo del presidente appena eletto, Massimo Guastini.

E’ stata una giornata epocale, ieri. Contro tutti i pronostici, la squadra di Massimo, di cui mi onoro di far parte, si è aggiudicata il 90% dei voti.

Ora si tratta di rimettere a posto uno scassatissimo ADCI, che vogliamo – e, faremo di tutto per renderlo evidente, sappiamo – riportare agli antichi fasti, proprio aprendolo al mirabile mondo nuovo. Ad un invito così, il geek che “dentro il cor mi rugge” ha risposto subito all’appello. Uno dei punti del programma, infatti, è proprio quello di “renderlo di nuovo rilevante, aprendolo a ciò che oggi è rilevante”.

Non vi dico di più, proprio perchè non deve essere la persona a parlare: devono esere le idee a emergere con la loro forza virale.

In ogni caso, qui e qui trovate due gustosi racconti della giornata.

Certo, va detto. Qualc(uno) non era contento: avrebbe di sicuro preferito la casta dei baroni locali. “Bah, siete un’Armata Brancaleone”, ha sferzato… vero: uno dei maggiori successi nella storia della creatività (cinematografica) italiana.

Stay tuned. Tomorrow begins today.

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In un illuminante ed esaustivo articolo su wired.com, il sempre bravo Brian X. Chen analizza come Angry Birds stia diventando il nuovo Super Mario.

Su Twitter si “postano” torte decorate come Angry Birds. Su YouTube, i genitori postano video dei figli che rifanno Angry Birds dal vero. I conduttori degli show televisivi americani li citano nelle loro battute.

Già si diceva che Angry Birds fosse il nuovo Pac-Man, ma non era ancora abbastanza. La Rovio, app-house del gioco, ha le idee chiare: vuole che Angry Birds diventi un fenomeno di costume; proprio come lo è stato SuperMario di Nintendo.

E allora via con i film, gli easter eggs, un Angry Birds shop, dove comprare giocattoli, T-shirts e custodie iPhone. ma anche un gioco da tavolo Angry Birds.

Per arrivare al livello di Super Mario, ad Angry Birds servono dei cereali da colazione, ampliare ancora di più il game franchising e magari, a sentire il CEO della Rovio, Mikael Hed (nella foto qua sopra, a sinistra), pure le uova Angry Birds.

Peter Vesterbacka, che vedete qui sopra – a destra – ha come titolo sul biglietto da visita “Mighty Eagle” della Rovio. Mi pare un geek marketer motivato a sufficienza…

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Come segnala TheDaily, il trailer di Rio, che vedete qui sopra, include uno speciale codice per Angry Birds. In pratica, gli uccelli più dell’App Store, Angry Birds, saranno guest star del nuovo film Rio, e, insieme a questo, saranno co-star della nuova game-app Angry Birds Rio.

Tornando alla segnalazione di The Daily, il famigerato codice permetterà di sbloccare un livello segreto di Angry Birds.

Attenzione, però: il codice va trovato in modo decisamente geek. Occorre registrare lo spot e riguardarlo frame per frame. Per chi troverà il codice e supererà il livello segreto, oltre al Rio Golden Egg, sembra che sia in palio pure un viaggio a Rio, dove si svolge l’animation movie della Fox.

Per i pigri, cliccate qui.

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La tentazione di centralizzare le operazioni di marketing digitale a livello internazionale è forte. Il rischio per il mondo della comunicazione (e per le aziende) non è trascurabile.
Chi lavora nel mondo della comunicazione sa da anni che è in corso un lento ma inesorabile processo chiamato di “allineamento” o per meglio dire, di centralizzazione…
Leggete il resto del mio pensiero su Apogeo.

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Quanto mi piace la eterogenesi dei fini. Ah, non avete studiato Giambattista Vico? Vabbé, riformulo. Quanto mi piace l’ibridazione di reale e digitale.

Chi se lo sarebbe mai aspettato, che like e dislike avrebbero travalicato i confini di Facebook e sarebbero diventati un fenomeno culturale?

Io un po’ ci speravo… perchè è così che funziona.

Pensate a Foursquare: fare check-in “fa figo”. Dove si fa check-in? In hotel, in aeroporto, al ristorante, insomma, in situazione “fighe”. Ecco che allora il check-in è espressione di una cultura materiale, di un modo d’essere, di un comportamento umano che – grazie alla potenza di un’idea – può diventare più ampio del suo luogo di nascita. Con Foursquare (e, più oltre, GetGlue), il check-in diventa realtà ibrida, reale e digitale. Diventa advergame, diventa fenomeno social.

Ecco che allora non può non piacere al creativo geek che like e dislike siano diventati timbri nel mondo reale. Che tutto questo sia solo l’inizio di nuove campagne ambient in realtà mista.

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