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Archive for marzo 2011

Pare che Renault sia sbarcata in Italia per prima con una campagna iAd, per la sua city car elettrica, Twizy. Qui sopra il video.

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Quello qua sopra è il trailer, con musica degli Smashing Pumpkins, del nuovo episodio di Dead Space, videogioco di fantascienza survival horror in terza persona.

Piccolo Trivia, Dario Argento ha prestato la sua voce al personaggio del Doctor Terrence Kyne, nella versione italiana del gioco.

Perchè ne parlo su Geekadvertising? Anche perchè ho appena terminato di giocare per 2 volte (!) alla fenomenale versione per iPad (rigorosamente in cuffia per godere dell’eccellente sound design), certo. Ma, soprattutto, perchè è la dimostrazione che ormai i videogames sono le nuove piattaforme multi-narrative geek powered.

Andiamo con ordine: videogame in 2 episodi su console (+uno su wii in uscita a ottobre) + un episodio mobile su iPad; film d’animazione, Dead Space – La forza oscura, nel quale sono narrati gli eventi precedenti a quelli del gioco; una miniserie a fumetti illustrata da Ben Templesmith e scritta da Antony Johnston (anche sceneggiatore del gioco), in cui viene ancora narrato il prequel della vicenda (sia del film che del videogioco).

Insomma, per godere appieno della esperienza di gioco è consigliabile entrare nell’intero universo multi-narrativo (io l’ho fatto, e i miei neuroni sono ancora là). Anche perchè solo così si può esperire che le vere esperienze immersive richiedono l’attivazione di un sensore che la tecnologia – credo – non potrà mai duplicare: l’immaginazione.

PS. leggetevi la critica del giudizio di Kant, e inserite la sua disanima della facoltà estetica nel contesto di quanto scritto sopra, pls. E non dite che vi annoiate; anche Matrix è nato dalla filosofia di Berkeley e Baudrillard (parola dei registi, eh).


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Prosegue la storica campagna virale Will it blend, di cui abbiamo già parlato.

Questa volta, vittima del frullatore è il nuovissimo iPad2. Buona visione, soprattutto agli amanti di Android 😉

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“Quoto” in toto (e anche oggi la rima l’ho fatta…) il post di Matteo Righi su SXSW, dal blog Bocciofila Brancaleone del consiglio ADCI.

***

Dall’11 al 15 marzo 2011, Matteo Sarzana, GM di VML Italia e grande appassionato della rete, ci racconta quanto sta succedendo al South by Southwest Film Conference and Festivaldi Austin in Texas.
Il SXSW è un festival musicale, cinematografico e delle tecnologie emergenti che ha luogo ogni primavera ad Austin e che quest’anno celebra il venticinquesimo anniversario. Dal 1994, le conferenze nel campo interattivo, hanno fatto del Festival il luogo ideale per il lancio di tecnologie digitali emergenti.
Attraverso il suo blog, e alla pagina Facebook di VML, Matteo ci rende conto in tempo reale degli highlight delle conferenze alle quali sta partecipando. I primi sono quelli relativi agli speech del CEO di Flipboard, della game designer Jane McGonigal, su New Search ideasAugmented reality e Advertising.
Un’ottima occasione per gli appassionati di questi temi per seguire l’evento a distanza.

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Che vi devo dire, sono orgoglioso di ‘sta cosa.

Se volete ridimensionare il mio geek-ego, fatelo. Ma, prima, leggetevi l’intervista a Massimo Guastini e a me su iMagazine.

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Sapete cosa sono le “emozioni miste”? Ve lo spiego con una battuta – la moglie al marito: “caro, tra i tuoi amici, sei quello che ce l’ha più grosso”. Virilmente orgoglioso, umilmente cornuto? Emozioni miste, appunto.

Questo è quanto ho provato ieri partecipando al Digital Experience Festival. Ho avuto il privilegio di incontrare professionisti di prim’ordine, tra cui i miei co-relatori. Soprattutto, Diego Calzà, CEO di eTour, che ha parlato di “Il marketing della partecipazione e le relazioni di fiducia”, argomento cruciale anche per Geek Advertising. Dopo il mio intervento, tra di noi si è creato un dibattito in perfetta sincronicità, che ha lasciato in disparte, in qualità di divertito spettatore, il pur bravo Marco Volante, di ADICONSUM. L’argomento della creatività partecipata, o crowdsourced, è sicuramente importante e cruciale, per quanto ancora poco sentito nelle grosse agenzie. Questo perchè spesso le agenzie – e i clienti – hanno un atteggiamento “chiuso” nei confronti delle persone, e preferiscono considerarsi gli unici detentori del verbo creativo. I clienti, dal canto loro, preferiscono credere a delle simulazioni (i focus group) invece che ascoltare le persone vere, e apprendere i reali comportamenti dei loro potenziali clienti. Attenzione, però: dall’altro lato, i professionisti partecipati non sono poi veri professionisti, ma spesso dilettanti allo sbaraglio e, nel peggiore dei casi, dei semplici “amici/parenti di”.

La soluzione? Mi son permesso una copywriterata: una oligarchia partecipata. Ovvero, apertura alle persone reali, da parte dei professionisti veri e solidi, che non si sono improvvisati creativi; ma hanno la formazione, cultura, esperienza necessaria per utilizzare al meglio la base di realtà fornita con il metodo partecipativo.

Questo per l’emozione positiva.

E la negativa?

Beh, per cominciare, l’organizzazione ha sbagliato il panel in cui inserirmi (avevo preparato una presentazione per un panel e ho dovuto abbozzare improvvisando… per fortuna amo il jazz), e il mediatore era più interessato a farsi intervistare assieme alla vetero-celebrity di turno (il mitico ma ormai d’antan carlo mr fantasy massarini) che a moderare il panel dei relatori. E il pubblico, alla fine, ce lo siamo moderato noi. Conferencing partecipato?

Un po’ di foto della mattinata le trovate qui.

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Se domani volete venire qui a tirarmi verdure di ogni tipo, poi ce le mangiamo in crudité.

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