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Archive for febbraio 2012

Creatività è anche saper trovare nuovi e innovativi modelli di business, nuovi spazi in cui poi esprimersi.

E’ quello che ha fatto a suo tempo Trent Reznor, Bjork (tanto per citare 2 casi di cui abbiamo scritto in passato). Ed è quello che han fatto con il loro ultimo disco i Kaiser Chiefs.

In pratica, The Future Is Medieval consta di 20 canzoni, di cui è possibile sceglierne 10, al costo di 7.50 pound. In questo modo, ogni fan che lo voglia comprare può assemblare il disco che vuole, come fosse una playlist di 10 brani. E può anche poi rivenderlo (al prezzo di 1 pound), dalla pagina creata ad hoc per il “suo” album dei Kaiser Chiefs.

Mentre decidete se volete improvvisarvi “produttori”, guardatevi il video.


via rollingstonemag

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Wiki è la parola che più rappresenta questa fase del nuovo millennio. La fase veloce, partecipativa, cognitivamente collettiva. La partecipatività sta ridefinendo la nostra intelligenza, la nostra identità, il nostro modo di comunicare: anche in pubblicità.

Per questo è importante che un libro come WikiBrands, di Moffit e Dover, sia arrivato in Italia: segna un minestrone nella riflessione sul mestiere della comunicazione.

Leggetene la quarta di copertina e capirete:

Il brand continua a rappresentare un valore fondamentale per il business solo se saprà abbracciare pratiche di comunicazione realmente innovative, in una difficile transizione dall’immagine alla relazione. Con l’affacciarsi sul mercato di una nuova generazione di nativi digitali, col passaggio della maggior parte dell’informazione dalle mani delle aziende a quelle delle singole persone e con l’emergere di nuovi comportamenti culturali dettati dalle nuove tecnologie, il marketing si espone a una sfida epocale, individuando strategie basate sull’engagement con i consumatori, sulla collaborazione e persino sulla condivisione della proprietà del brand.

Wikibrand è una chiamata alle armi, una guida strategica e una road map verso il futuro. Un appello alle aziende a spostare l’attenzione da ciò che fanno (pubblicità, comunicazione, vendite) a come lo fanno (connessione, partecipazione, brand engagement).
Il libro, frutto degli studi di due tra i maggiori esperti mondiali di media e marketing, spiega come sfruttare i nuovi modelli di business, le tecnologie e le community di appassionati online, fornendo centinaia di esempi e testimonianze dirette di casi di successo.

Che lavoriate in un’azienda ormai consolidata o che siate alle presa con il lancio di una start up, questo libro saprà offrirvi numerosi spunti e suggerimenti:

  • come creare engagement con i consumatori attraverso il passaparola e i contenuti generati dagli utenti;
  • come generare un’esperienza condivisa di valutazioni, recensioni e cultura online;
  • come costruire una comunità mediante il microblogging e il crowdsourcing.
  • come stabilire una connessione veramente autentica e capace di creare valore.

Destinato a imprenditori e manager, ma anche ai responsabili di marketing e comunicazione che dovranno dirigere questo cambiamento, Wikibrands è uno strumento prezioso anche per gli esperti del digitale, gli studiosi di comunicazione e per chiunque sia interessato a capire come le aziende leader siano costantemente alla ricerca del coinvolgimento del proprio pubblico”.

E’ da diverso tempo che si parla di questo progetto. Sicuramente è da diverso tempo che parlo di questi argomenti con il mio amico e collega Matteo Righi, nelle serate ADCI: discutendo su quanto sia cambiato lo scenario della creatività nel mondo, di quanto occorra ragionare in maniera “partecipativa” e tecnologica se si vogliono produrre idee davvero potenti e rilevanti per le persone. Soltanto idee concepite in questo modo possono davvero alimentare la conversazione, far parlare le persone, facendo parlare anche di sé.

Per questo, per entrambi è stato una piacevolissima sorpresa essere coinvolti, come autori di case history “partecipative” italiane (la mia è l’evento, realizzato dopo la mia uscita da Leo Burnett, Happy Birthday Web, e la prima torta di compleanno in realtà mista: realizzato da MEME, l’agenzia virtuale “partecipativa” che ho creato per l’occasione assieme a Paolo Costa), da Marco Lombardi, presidente Y&R e docente IULM, puntuale e appassionato curatore dell’edizione italiana del volume.

E visto che di “era della partecipazione” si parla, non fermatevi a questo post, ma leggetevi anche quello di Matteo Righi, di Luca de Biase; e partecipate alla conversazione su twitter e su facebook.

Una lettura geekadvertising, senza dubbio.

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Dopo Social Media Hell, R/GA ne ha fatta un’altra cattivella: un’app GPS per imbucarsi alle feste di matrimonio. L’app ti dice che feste di matrimonio ci sono nelle vicinanze, i nomi degli sposi, persino il dress code. A te non resta che imbucarti, e far finta di conoscerli, in puro stile Amici Miei, ma in ottica social: per cui puoi sfidare altri amici a chi si imbuca meglio, postando anche le foto a dimostrazione delle tue imprese. Oltre che di torta nuziale sa anche di fake, d’accordo. Anche se fosse in effetti un puro divertissement dei creativi di R/GA, ce ne fossero di fake così belli, realizzati oltretutto così bene. Alziamo i calici scroccati, e guardiamoci il video.

Se volete prenotare l’app, lo potete fare qui.

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Dopo Jeep Puzzle, ecco un’altra idea a dimostrare quello che si può fare con twitter.

Quando è stato lanciato il sito per il nuovo Batman di Christopher Nolan, su www.thedarkknightrises.com c’era soltanto un’immagine nera con un suono. Guardate un po’ qua sotto che cosa ha rivelato lo spettro sonoro di tale suono.

Esatto, un hashtag. Altro che le leggende urbane di far suonare al contrario i 33 giri dei Black Sabbath: qui è tutto calcolato con precisione da creativo pubblicitario. E infatti, l’hashtag,#thefirerises, quanto twittato, rivelava un pixel dell’immagine altrimenti nera: alla fine, l’immagine si è manifestata come Tom Hardy nelle vesti di Bane. Quella che vedete in testa al post. Ogni pixel era l’iconcina twitter della persona che ha twittato #thefirerises. Una specie di demo di come è andata la vedete qui.

Un’idea stuzzicante su cosa è possibile fare con un semplice hashtag: ancora una volta a dimostrazione di come le idee migliori sono sempre quelle piccole anomalie inaspettate, che ti regalano un istante di piacevole stupore.

Grazie a Valerio per la segnalazione.

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Nel mondo degli auguri “creativi” di S. Valentino, ecco la solita R/GA che si distingue per un’idea semplice semplice. Eppur mi piace!

Fino a ieri la trovavate qui.

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Questo blog parla di idee e creatività. Per questo non riesco ad appassionarmi per l’idea “Decode” di CK one. Calvin Klein ha disseminato su outdoor e magazine foto che, se inquadrate con un’app iPhone e Android, sbloccano contenuti video che mostrano la versione video dell’immagine fotografica. Guardatevi il video qua sopra.

Ma è la AR che sta diventando mainstream! – qualcuno mi dirà. Moltiplica i punti di contatto tra persone e marca! – qualcun altro mi dirà. E’ integrazione tra on e offline! – altri ancora mi diranno.

A tutti costoro rispondo che applicare una tecnologia nuova a un’idea non altrettanto nuova non è creatività. E’ semplice pianificazione media. Che impiegherà pure la realtà aumentata, ma per esprimere un’idea che ne diminuisce le potenzialità.

Non a caso, il mio amico Mirko Pasqualini parla della stessa campagna, giustapponendola poi ad una campagna di quasi un anno fa, per AXA Assicurazioni. Anche quest’ultima è una campagna basata sul meccanismo dell’unlocked content, ma con un’idea dentro: assecondare il voyeurismo di sbirciare in casa di altri, con un finale inaspettato. Guardatevi il video qua sotto va’ 😉

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Brillante uso di Twitter per il business.
H&M ha usato un “Promoted Trend” per promuovere il lancio della collezione “Versace at H&M“.
Usando l’hashtag #beatVersaceQueue, 20 fortunati vincitori hanno potuto avere il lusso di una sessione di shopping privata, in anteprima, per 10 lunghissimi minuti (per tutti gli altri, awareness & engagement)…
…battendo l’inevitabile (?) rissa all’apertura delle porte il 17 Novembre 😉 visto che ci si attende che questa collezione vada immediatamente esaurita… date un’occhiata alle istruzioni poste sul sito… :-S
Naturalmente c’è stata anche l’integrazione su Facebook… ed ecco le istruzioni per la Twitter promo:
We are giving 20 lucky winners the chance to beat the queue and shop The Very Best of Versace for H&M on 17th November before anyone else. 1 winner per store will be selected to have a special 10 minute allocated time before the stores open to the rest of the public at 8.50am.
For your chance to win, follow us on Twitter @hmunitedkingdom using the hashtag #BeatVersaceQueue and your preferred store. In 140 characters tell us why you would like to be the first to shop The Very Best of Versace for H&M collection?
The winners will be selected by 16th November.
Terms & Conditions
Only 1 winner per store, please state your preferred store as travel and accommodation is not provided by H&M. Shopping guidelines still apply to winners with a maximum limit of one piece of each item per customer. For full details on how to shop, visit hm.com.

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