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Archive for maggio 2012

(Cito dai primi super del video qua sopra:) Che le auto elettriche siano ecologiche lo sappiamo tutti. Che siano anche divertenti da usare, non lo sapevamo. Finora.

L’idea? Usare due Smart elettriche come controller per giocare un enorme partita di Pong che è in realtà un evento test drive.

BBDO Germania ha azzeccato un vero colpo di genio geek. Kudos.

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Bella questa storia. Un grafico italiano di 36 anni, Federico, ha letto la sinossi del nuovo film di Tarantino, Django Unchainede ha fatto quello che ogni grafico di talento dovrebbe fare: si è messo a immaginarsi la locandina del film. L’ha realizzata – la vedete qua sopra – e l’ha postata su Facebook. Un amico di Tarantino la vede, la posta sul profilo del regista, che la vede e se ne innamora: dopo qualche mese, Federico riceve il contratto per l’utilizzo della sua idea.

Mi piace molto questa storia, anche perché, per come la vedo io, è l’anti-crowdsourcing.

Non ho mai avuto simpatia per i sedicenti strumenti democratici, ma espressi dall’alto come il crowdsourcing: qualunque democrazia deve nascere dal basso, o non è che demagogia mascherata, strumentale a interessi di bottega o di bilancio. Vogliamo che i talenti si esprimano? Che si esprimano, gli strumenti ci sono già: e questo caso ne è la conferma.

Occorre che i talenti sappiano che possono già esprimersi, che basta aver iniziativa, coraggio e talento autentico. Che si esprimano, ma dal basso: sapendo che in alto può esserci qualcuno che magari è lì a osservare cosa succede lì sotto.

(via Dagospia)

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Molti di noi hanno vissuto (o vivono) con l’incubo del timesheet (generalmente un foglio di Excel da compilare, indicando quanto si è lavorato su cosa / quale cliente – in modo che l’agenzia o l’azienda possa farsi i conti sui costi etc).
I timesheet sono generalmente visti malissimo e spesso non fatti o fatti con grande ritardo.
Per questo in JWT hanno avuto un’idea interessante.

Invece delle solite minacce ai ritardatari, incentivarne la compilazione in ottica Thank You economy – offrendo birre gratis.

Un frigo pieno di birra si sblocca elettronicamente.. quando si supera il livello appropriato di timesheet compilati.

Guardatevi il video.

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Dopo il live twitting a cuore aperto, ecco un altra allegra violazione social del nostro corpo come confine privato: il profilattico con un QR code per fare check in prima di fare sesso. Sterile provocazione, idea geniale, ottimo spunto eseguito con superficialità?

Non fatevi condizionare dal titolo di questo post (non è detto che esattamente sia la mia opinione), guardatevi il video e decidete:

 

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Awesome.
Decisamente poco conventional, molto geek advertising 🙂
In occasione del lancio della versione 3D di StarWars, al cinema, si è costruito un organo fatto con 20.000 pezzi di Lego – marca che fa dei bei soldi grazie alla serie cinematografica-fantascientifica più famosa dell’universo conosciuto.
Non solo suona ma fa vedere il mondo di Star Wars… Lego Style.
La cosa straordinaria è che l’oggetto funziona sul principio del carillon: Le persone fanno ruotare un tamburo, il tamburo tramite dei rilievi, aziona la tastiera dell’organo. Ma i rilievi sono scenari StarWars…insomma, guardatevi il video, che si fa prima 🙂
Collegamento al business: dalle location dell’oggetto (le prime cinematografiche) possibilità di accedere, attraverso QR code, a un microsito e ordinare i set Star Wars mostrati.

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Giorni fa ho letto su mashable di un’operazione a cuore aperto.

Mashable è diventato improvvisamente un sito di cardiochirurgia?

No, è la cardiochirurgia (ospedale di Houston) che per la prima volta è sbarcata su un social network: twittando dal vivo direttamente dalla sala operatoria, dall’account @houstonhospital.

Trovo tutto questo estremamente interessante sia da un punto di vista pubblicitario, in quanto è sicuramente un modo per promuovere le capacità dell’ospedale e dei suoi chirurghi, sia – soprattutto – da un punto di vista antropologico e filosofico: il social networking ha ufficialmente abbattuto la frontiera del corpo.

Il corpo umano è la frontiera definitiva: la sfera dell’individuo, la sua biologia, il suo confine non solo fisico, ma anche psicologico, antropologico, esistenziale. In particolare quando si sta male, il corpo umano è il confine coatto, perché non scelto – dato che è dove ci siamo ritrovati dentro nascendo, che ci rende soli: e quindi più bisognosi di cura, sia morale sia medica. La sala operatoria, oltretutto, è il luogo supremo in cui questo limite è celebrato come un tabù: essendo incoscienti, siamo isolati pure da noi stessi.

Bene, questo confine che madre natura ci ha imposto e che caratterizza la nostra cultura, la nostra morale, e tanto altro, è ora stato violato. Questo confine è diventato informazione. Sì, sono sempre più convinto che il cyborg non sarà un ibrido di carne e di hardware (quello lo siamo già: basta avere una valvola cardiaca artificiale, o una protesi all’anca), per lo meno non solo: saremo ibridi anche di informazioni.

PS. pare che l’ospedale di Houston abbia twittato anche un’operazione al cervello

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