Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘augmented reality’ Category

Prendo spunto da questa segnalazione del fellow geek Roberto, per togliermi il cappello di fronte a un grande esempio di campagna stampa aumentata. O CinePrint, come recita l’intestazione del video.Nessun pensiero strategico, se non quello di posizionare la nuova Lexus come “WOW” (Stunning, appunto). E un co-marketing con l’edizione iPad di Sports illustrated (su cui è presente il video con cui aumentare la pagina stampa).
Anzi, questa interazione tra magazine cartaceo e digitale, forse, è proprio la vera innovazione geniale.
Insomma, ecco il video: tenetevi la mascella.
Annunci

Read Full Post »

Ovvero, come l’advertising ci vede già doppio.

“Vederci doppio” è un’espressione che cambierà presto significato. Grazie alla realtà aumentata (AR), ovvero la tecnologia che ci fa vedere doppio, aumentando di contenuti digitali il mondo reale che ci circonda.
L’abbiamo vista talmente spesso nei film di fantascienza (due su tutti, Minority Report e Iron Man… ok, facciamo tre: anche Essi vivono di John Carpenter) che ci è quasi familiare.
Un po’ come il touch screen dell’iPhone: quando lo vedi per la prima volta, da un lato ti stupisci perché ti sembra magia pura, dall’altro provi la gratificazione di chi finalmente può usare dal vero qualcosa che ha sempre sgolosato solo al cinema.
Questa stessa sensazione è quella provata di fronte alla demo pubblicitaria di Project Glasses di Google, l’interfaccia handfree di realtà aumentata. Guardatevela qui sotto.

Il video ha avuto così tanta presa sul pubblico da diventare subito virale, come dimostrano i numerosi spoof che la gente ha spontaneamente realizzato. Eccone uno:

Bene, se gli occhiali sono il futuro della AR (guardatevi anche Sight, un cortometraggio sulle lenti a contatto del futuro prossimo), la geek advertising è già il suo presente.

Due esempi: uno l’app realizzata per il rivenditore di abbigliamento Moosejaw, che permette di fare quello che tutti gli occhiali a raggi X promettevano sulle riviste degli anni ’70: vedere sotto gli abiti delle modelle.

L’altro, l’applicazione mobile AR che GoldRun ha realizzato  per Esquire Magazine, con cui si poteva interagire digitalmente con la covergirl Brooklyn Decker nelle librerie Barnes & Noble, e condividere la foto su Facebook. Il tutto, ovviamente, a patto di scaricare l’app di Esquire e di recarsi in uno dei 700 punti vendita Barnes & Noble.

Cambiano le tecnologie, ma non le regole del gioco: si tratta sempre di individuare contenuti rilevanti per le persone, e di creare non più soltanto messaggi, ma intere esperienze di marca. O, per restare nel tema della AR, di geek advertising aumentato.

Read Full Post »

Come recita il claim del gioco, UWAR è un “killer game”, che potrebbe diventare anche una killer app: il primo sparatutto davvero “first person shooter” , perché lo giochi tu in prima persona, in realtà aumentata (indossando magliette con un apposito tag). Colpo di genio o buco nell’acqua? Intanto che ci pensate, guardatevi il video:

Read Full Post »

Questo blog parla di idee e creatività. Per questo non riesco ad appassionarmi per l’idea “Decode” di CK one. Calvin Klein ha disseminato su outdoor e magazine foto che, se inquadrate con un’app iPhone e Android, sbloccano contenuti video che mostrano la versione video dell’immagine fotografica. Guardatevi il video qua sopra.

Ma è la AR che sta diventando mainstream! – qualcuno mi dirà. Moltiplica i punti di contatto tra persone e marca! – qualcun altro mi dirà. E’ integrazione tra on e offline! – altri ancora mi diranno.

A tutti costoro rispondo che applicare una tecnologia nuova a un’idea non altrettanto nuova non è creatività. E’ semplice pianificazione media. Che impiegherà pure la realtà aumentata, ma per esprimere un’idea che ne diminuisce le potenzialità.

Non a caso, il mio amico Mirko Pasqualini parla della stessa campagna, giustapponendola poi ad una campagna di quasi un anno fa, per AXA Assicurazioni. Anche quest’ultima è una campagna basata sul meccanismo dell’unlocked content, ma con un’idea dentro: assecondare il voyeurismo di sbirciare in casa di altri, con un finale inaspettato. Guardatevi il video qua sotto va’ 😉

Read Full Post »

Le modelle qui sopra sono perfette, vero? Di una bellezza irreale. Ed è proprio così, perché queste modelle non esistono.

H&M ha infatti ammesso di aver usato dell modelle CGI: le teste delle modelle in carne e ossa sono state inserite su corpi virtuali, adattati al tipo di pelle e viso.

Non mi pronuncio. Lascio la parola a voi: che ne pensate? Favorevoli o contrari?

Read Full Post »

 

Singolare operazione di Ballantine’s – un tatuatore e un tatuaggio con un QR Code. Il primo tatuaggio animato, in realtà aumentata. Sicuramente molto geek.
Al di là della trovata creativa, il progetto è parte di un’operazione più ampia,  di partecipazione al mondo di creativi che hanno cose da dire.
Centrato sulla pagina Facebook di Ballantine’s.
Il prossimo appuntamento è oggi alle 15.00: 45 R.P.M. un graffiti artist, interagirà in stream con il pubblico dalla pagina FB.

Qui sotto il video del tatuaggio.

Read Full Post »

Sia come runner sia come geek, adoro questa idea.

Zombies, Run! è un gioco per iPhone/Android che utilizza la realtà aumentata in maniera assolutamente creativa: ti immerge via audio in un’apocalissi di zombie, e tu devi correre e raccogliere oggetti che serviranno per salvare il mondo.

Un esperimento del genere mostra con grande chiarezza tutte le potenzialità (ancora inespresse, e quindi fertili come territorio creativo e strategico) della realtà aumentata applicata agli advergame.

Grazie a @ibridazioni e a @babele_dunnit per la segnalazione.

Read Full Post »

Older Posts »