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Giovedì 16 si è svolto il Workshop di Movi&Co, in collaborazione con Vivimilano, sul branded storytelling.

Obiettivo dell’incontro: illustrare lo storytelling come leva più potente di comunicazione, irradiata su adv e new media.

Il workshop, coordinato e moderato da Andrea Fontana, esperto di storytelling e docente di “Storytelling e narrazione d’Impresa” all’Università di Paviasi è sviluppato in 4 panel.

Nel primo, Paolo Guglielmoni (sì, parlo di me in terza persona, ok?), Creative Director & Founder di “hungryideas. storytelling for brands with appetite” e Consigliere esecutivo ADCI, si è confrontato con Karim Bartoletti, Socio & Executive Producer di Filmmaster Productions, in una “battaglia a colpi di spot”: sfidandosi a raccontare tutte le sfaccettature creative e produttive dello storytelling nelle più intriganti e geek case history degli ultimi 10 anni.

Protagonista del secondo panel è stata Enel con la campagna “Milioni di attimi”

Laura Giovannini, Head of Advertising di Enel Group, Fabrizio Caprara, Presidente di Saatchi&Saatchi e Ada Bonvini, CEO & Executive Producer Filmmaster Productions ci hanno mostrato, da diversi punti di vista,  come sia nata e si sia sviluppata l’idea di raccontare 50 anni di azienda attraverso la messa in scena delle emozioni forti che fanno parte della vita di ognuno, così come Enel fa parte della vita degli italiani.

Lo storytelling coinvolge sempre più il mondo digitale dei social network: una comunicazione multipiattaforma, top-down e bottom-up, simmetrica, basata sull’interattività ed il crowd-thinking.

Questo il tema del terzo panel dedicato al progetto “Futura Francesca” di Telecom Italia, presentato da Loredana Grimaldi, Corporate Communication Telecom Italia e Tak Kuroha, regista e vincitore di molte edizioni di Movi&Co.

Uno spot “per la rete nato dalla rete” in quanto è stato frutto di un concorso che ha visto coinvolti centinaia di fruitori (potenziali e non) di Telecom Italia che hanno contribuito a scrivere il futuro di Francesca, già protagonista dello spot televisivo precedente, tra 70 anni, un futuro in cui “le emozioni non cambiano, il modo di comunicarle si”.

Hanno concluso il workshop Giangiacomo Schiavi ,Vicedirettore del Corriere della Sera, Marina Ceravolo, Direttore sviluppo ricerche e scenari media di Rai-Sipra e ancora Paolo Guglielmoni (sì, continuo a parlare di me in terza persona, ok?): il primo, ha sottolineato come anche il giornalismo abbia dovuto fare i conti con i cambiamenti nella comunicazione introdotti da internet, in quanto i giornalisti oggi assieme alla dura realtà devono cercare di coinvolgere il lettore; la seconda, ha presentato il progetto editoriale “Carosello Reloaded”, non una semplice riedizione del Carosello tradizionale ma un progetto ancora una volta multimediale, interattivo, social, il terzo ha sottolineato come l’uomo sia un animale narrativo, e come le tecnologie di geekadvertising e storytelling evoluto rispettino quindi molto più di prima la sua natura, perché finalmente gli parlano non come target, ma, finalmente, come persona.

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CI vediamo domani al Rosa Granda Hotel, alle 14.30, per parlare (in inglese) delle frontiere più geek della creatività pubblicitaria outdoor.

A domani!

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Wiki è la parola che più rappresenta questa fase del nuovo millennio. La fase veloce, partecipativa, cognitivamente collettiva. La partecipatività sta ridefinendo la nostra intelligenza, la nostra identità, il nostro modo di comunicare: anche in pubblicità.

Per questo è importante che un libro come WikiBrands, di Moffit e Dover, sia arrivato in Italia: segna un minestrone nella riflessione sul mestiere della comunicazione.

Leggetene la quarta di copertina e capirete:

Il brand continua a rappresentare un valore fondamentale per il business solo se saprà abbracciare pratiche di comunicazione realmente innovative, in una difficile transizione dall’immagine alla relazione. Con l’affacciarsi sul mercato di una nuova generazione di nativi digitali, col passaggio della maggior parte dell’informazione dalle mani delle aziende a quelle delle singole persone e con l’emergere di nuovi comportamenti culturali dettati dalle nuove tecnologie, il marketing si espone a una sfida epocale, individuando strategie basate sull’engagement con i consumatori, sulla collaborazione e persino sulla condivisione della proprietà del brand.

Wikibrand è una chiamata alle armi, una guida strategica e una road map verso il futuro. Un appello alle aziende a spostare l’attenzione da ciò che fanno (pubblicità, comunicazione, vendite) a come lo fanno (connessione, partecipazione, brand engagement).
Il libro, frutto degli studi di due tra i maggiori esperti mondiali di media e marketing, spiega come sfruttare i nuovi modelli di business, le tecnologie e le community di appassionati online, fornendo centinaia di esempi e testimonianze dirette di casi di successo.

Che lavoriate in un’azienda ormai consolidata o che siate alle presa con il lancio di una start up, questo libro saprà offrirvi numerosi spunti e suggerimenti:

  • come creare engagement con i consumatori attraverso il passaparola e i contenuti generati dagli utenti;
  • come generare un’esperienza condivisa di valutazioni, recensioni e cultura online;
  • come costruire una comunità mediante il microblogging e il crowdsourcing.
  • come stabilire una connessione veramente autentica e capace di creare valore.

Destinato a imprenditori e manager, ma anche ai responsabili di marketing e comunicazione che dovranno dirigere questo cambiamento, Wikibrands è uno strumento prezioso anche per gli esperti del digitale, gli studiosi di comunicazione e per chiunque sia interessato a capire come le aziende leader siano costantemente alla ricerca del coinvolgimento del proprio pubblico”.

E’ da diverso tempo che si parla di questo progetto. Sicuramente è da diverso tempo che parlo di questi argomenti con il mio amico e collega Matteo Righi, nelle serate ADCI: discutendo su quanto sia cambiato lo scenario della creatività nel mondo, di quanto occorra ragionare in maniera “partecipativa” e tecnologica se si vogliono produrre idee davvero potenti e rilevanti per le persone. Soltanto idee concepite in questo modo possono davvero alimentare la conversazione, far parlare le persone, facendo parlare anche di sé.

Per questo, per entrambi è stato una piacevolissima sorpresa essere coinvolti, come autori di case history “partecipative” italiane (la mia è l’evento, realizzato dopo la mia uscita da Leo Burnett, Happy Birthday Web, e la prima torta di compleanno in realtà mista: realizzato da MEME, l’agenzia virtuale “partecipativa” che ho creato per l’occasione assieme a Paolo Costa), da Marco Lombardi, presidente Y&R e docente IULM, puntuale e appassionato curatore dell’edizione italiana del volume.

E visto che di “era della partecipazione” si parla, non fermatevi a questo post, ma leggetevi anche quello di Matteo Righi, di Luca de Biase; e partecipate alla conversazione su twitter e su facebook.

Una lettura geekadvertising, senza dubbio.

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Ri-posto qui il mio post sul blog ADCI. 

Giovedì scorso si è svolta la giornata didattica organizzata da Movi&Co allo IULM. Ho avuto modo, assieme a Marco Lombardi, di conoscere e giudicare il lavoro, assieme ai loro autori, di 45 giovani videomaker che si sono cimentati in progetti di comunicazione.

La giornata è stata una bellissima esperienza, di cui ringrazio sia Movi&Co sia Marco Lombardi per avermi coinvolto: sarà il fatto di essere un giovane padre (o forse il fatto di volermi credere ancora giovane, nonostante i pochi capelli), ma credo moltissimo nei giovani: sono il motore dell’evoluzione.

Per questo mi ha deliziato vedere come sono imbevuti di nuovi linguaggi, e di quello che gira quotidianamente, ad esempio, su vimeo, i cui awards personalmente ritengo importanti quanto quelli di Cannes.

Sempre per questo, mi ha colpito la talvolta sospetta mancanza di cultura di comunicazione di non pochi fra questi aspiranti videomaker. Lasciamo da parte i luoghi comuni (sono rimbambiti da google e wikipedia, non sanno l’inglese, sono pigri, sono finite le mezze stagioni) probabilmente veri, e poniamoci una domanda: siamo dei bravi insegnanti per questi giovani? Noi, i comunicatori di professione, i coltivatori d’idee, siamo anche coltivatori di giovani talenti?

In fondo, si è chiamata “giornata didattica”, non “giornata del giudizio”: ho avuto la tentazione di giudicare, lo confesso, soprattutto quando una ragazza ha presentato il video di un collega, dicendo che era ispirato all’*idea* di Dove “Evolution” solo perché realizzato con la tecnica del timelapse. Poi mi son detto, appunto, quello che vi ho appena scritto. E mi sono impegnato a insegnare di più ai miei studenti, ai miei creativi, anche a imparare da soli quando non c’è nessuno che insegna.

Sì, decisamente sono invecchiato.

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Riprendo qui il mio post sul blog ADCI, dato che, anche un po’ meno a caldo, continuo a pensare le stesse cose.

Guardatevi il video del grand prix: Dortmund Konzertmilk. Un argento a Cannes (nella categoria Titanium & Integrated, che secondo David Droga è la categoria più importante a Cannes; insomma, il grand prix della creatività che guarda al futuro), che sono felicissimo abbia guadagnato il Grand Prix all’ADC*E.

Perchè?

Perchè anche a Cannes, da qualche anno è premiato lo storytelling “innovativo”. Storie raccontate cercando nuovi linguaggi creativi, in modo decostruito, multi-narrativo, tech savvy: insomma, geek.

Philips Carousel e Old Spice, per fare 2 esempi, sono casi emblematici al riguardo.

Per questo, visto che all’ADC*E di Grand Prix se ne dà uno solo, che racchiude quindi tutte le categorie e le giurie, trovo assai azzeccato premiare un tipo di narrazione geek come specificato sopra. Una campagna che racchiude in sé molte altre, se non tutte le altre, categorie (ho sentito non pochi giurati della sezione design stupirsi che non avessero iscritto la bottiglia del latte nella loro categoria: “…avrebbe vinto un oro”), e offre un punto di vista inedito, originale, e creativo su un brief per nulla facile.

Insomma, un Grand Prix non scontato, dato che i pronostici pre-giurie erano per la consacrazione di Nike Write the future, ma proiettato al futuro della creatività, con una consapevolezza non solo di cosa è, ma anche di cosa sarà (e, magari, dovrebbe essere) il nostro mestiere.

 

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Copio e incollo il post di Mizio sulla portfolio night 9:

26 maggio, ore 16, presso Nabar di via C. Darwin 20, Milano.

Segnatevi la data perché l’edizione di quest’anno è davvero speciale. Grazie all’organizzazione dell’ADCI, saranno presenti tutti i migliori direttori creativi italiani, più di una trentina (qui potete leggere l’elenco completo) e ragazzi provenienti da tutta Italia.

Sì, perché oltre a essere l’edizione più importante mai svoltasi in Italia, abbiamo in serbo una sorpresa per i giovani che arrivano dal sud: lo sveleremo nei prossimi giorni.

Per chi non sapesse cos’è la Portfolio Night, ecco una brevi sintesi: una specie di speed date in cui si ha la possibilità di far vedere il proprio portfolio ad almeno 3 direttori creativi diversi (15 minuti per ogni direttore creativo).

Se siete studenti di comunicazione o anche se lavorate già da qualche anno ma volete conoscere di persona i migliori creativi italiani, non perdetevi quest’opportunità.

E sbrigatevi a procurarvi il biglietto perché ne sono già andati via più di un quarto. Compratelo qui, costa solo 20 euro (l’adci ha scelto la tariffa più bassa possibile e l’acquisto dà diritto a diventare Studente Adci).

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Geekadvertising è orgogliosa di annunciare la partnership tra l’Art Directors Club ItalianoFrontiers of Interactions 2011. Il club dei creativi e la conferenza sull’innovazione si sono uniti, perchè creatività e innovazione, in fondo, non sono che due nomi differenti per definire la medesima fame di idee, di nuovo, di futuro.

Per festeggiare tutto questo, che c’è di meglio di un bel brief?
Si tratta di pensare il badge e la T-shirt per l’edizione 2011 della conferenza che si terrà a Firenze il 16 e 17 giugno.
L’idea scelta e realizzata (sia come Tshirt sia come badge) avrà in premio 1 VIP Pass (che include l’accesso all’intera conferenza Frontiers e al VIP lunch del 17 Giugno).
I second best riceveranno 2 Pass per i workshop + le conferenze.
Per candidarsi, mandate una mail all’ADCI o scrivete sul gruppo facebook dell’ADCI facendo richiesta del brief. Avrete due settimane per sottoporre le vostre idee, che verranno poi valutate anonimamente dai fondatori di Frontiers of Interactions.
Si parte da qui per il brief.
Ci vediamo alla frontiera.

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