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Posts Tagged ‘ambient’

 
Un ambient interattivo molto impressionante, sia per l’interazione virtuale, che per quella “reale” a seguire.
Per la raccolta fondi destinati alla costruzione di un ospedale cardiochirurgico per l’infanzia, in Brasile.
Da vedere e prendere nota per copiarlo ūüôā
 
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Su¬†melablog hanno segnalato una campagna ambient davvero divertente ed efficace per il lancio dell’iPhone4.

S√¨, vabb√®, ma che ha di geek? – chiederete voi. Beh, la foto¬†√® stata diffusa su Twitter; e poi, in realt√† √® una photoshoppata clamorosa… ūüėČ

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Spettacolare operazione, anzi spettacolare tecnologia di proiezione dinamica sui muri delle citt√†; la cosa spettacolare non √® l’immagine in movimento ma che questa immagine viaggia per i muri, in giro per la citt√†… insomma come al solito godetevi il video che vale la pena. Ancora una volta approccio e tecnologia geek per affascinare anche uomini e donne anche tecnofobi.

Vodpod videos no longer available.

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Juan Cabral, mastermind creativo di Fallon Londra, costringerà di nuovo il popolo dei creativi a schierarsi pro o contro di lui.

Ecco l’idea: ha disseminato ¬†Sey√įisfj√∂r√įur di casse audio della Sony per tutto il mese di Marzo 2009, trasformandolo il paese in un gigantesco ambient musicale che esalta la qualit√† sonora dei sistemi audio Sony.

Il video in testa a questo post √® il documentario con le reazioni degli abitanti. Che sta ovviamente diventando un virale (il video √® stato solo programmato per i cinema e per l’online. Per la TV hanno solo fatto dei teaser ad hoc).

Prima di schierarvi pro o contro, leggetevi l’intervista a Cabral su Creativity online.

Io l’ho fatto. E mi sono schierato a favore. Non solo perch√© √® un gigantesco dispiegamento di tecnologia usata in modo creativo e virale, ma soprattutto perch√© – a sentire lui, almeno –¬†l’idea gli √® venuta mentre ascoltava in cuffia Stockhausen dal lattaio…

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Essere “Geek” nell’advertising significa anche (e forse sopratutto) usare la
tecnologia come un mezzo, non come un fine. Un mezzo che ci permette di far
passare idee, emozioni in un modo altrimenti impossibile.

Usare i media in modo che non siano protagonisti, usare le tecnologie e i
gadget non come attori principali ma come spalle che offrono la battuta al
vero protagonista: il messaggio.

Un ottimo esempio, sotto questo punto di vista è la campagna affissioni
sulle pensiline realizzate da Amnesty contro la violenza domestica.

La pensilina contiene il solito display digitale, collegato ad una
videocamera dotata di eye-tracking; in sostanza, il sistema è in grado di
capire se qualcuno sta osservando direttamente il poster o no.

Se non si osserva il poster, scorrono immagini di violenza domestica, un
uomo che picchia la moglie. Se ci si gira a osservarlo, la scena cambia
verso una situazione di armonia familiare. Insomma, un modo creativo per
parlare di quel che succede nelle case, dietro le quinte, quando nessuno
osserva…

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