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Posts Tagged ‘augmented reality’

Cito quanto scrive il geek fellow Roberto: “IMHO questo sarà uno dei trend emergenti dei prossimi anni. Sviluppare app o eco sistemi app+sito+hardware+social che diano una experience diversa all’uso dei prodotti, probabilmente attraverso la Gamification”.
Mettici l’internet of things che da diverso tempo ha già un piede nella nostra porta.
Mettici il surplus cognitivo che l’approccio ludico porta con sé.
Il risultato è che gli oggetti che ci portiamo addosso sono talismani che ci mettono in contatto con la dimensione digitale, che aumenta di contenuti e attività la nostra vita reale. L’oggetto stesso è una leva narrativa, in cui noi siamo i co-protagonisti reali e digitali.
Come Nike Fuel Missions: un sistema di gamification e storytelling per il NikeFuel Band.
Sarà una deformazione da copywriter, ma io ci vedo una nuova categoria narrativa: il fitness storytelling o fitness telling.
L’attività fisica dagli albori di nike+ ha dimostrato di possedere un grande potenziale per inserire gli utenti in una dinamica antagonistica tipicamente narrativa. Una dimensione sublimata, certo: nel senso che gli utenti si “facevano il loro film” (nella loro testa) di sfide con gli amici.
Con Nike Fuel Missions la trama di infittisce: il plot narrativo non è più soltanto sublimato, è proprio reale. Scritto dai creativi e interpretato dagli avatar digitali dei testimonial, assieme a te, nel mondo reale. E’ una forma di storytelling interattivo in realtà mista.
Godetevi il video:

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Prendo spunto da questa segnalazione del fellow geek Roberto, per togliermi il cappello di fronte a un grande esempio di campagna stampa aumentata. O CinePrint, come recita l’intestazione del video.Nessun pensiero strategico, se non quello di posizionare la nuova Lexus come “WOW” (Stunning, appunto). E un co-marketing con l’edizione iPad di Sports illustrated (su cui è presente il video con cui aumentare la pagina stampa).
Anzi, questa interazione tra magazine cartaceo e digitale, forse, è proprio la vera innovazione geniale.
Insomma, ecco il video: tenetevi la mascella.

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Ovvero, come l’advertising ci vede già doppio.

“Vederci doppio” è un’espressione che cambierà presto significato. Grazie alla realtà aumentata (AR), ovvero la tecnologia che ci fa vedere doppio, aumentando di contenuti digitali il mondo reale che ci circonda.
L’abbiamo vista talmente spesso nei film di fantascienza (due su tutti, Minority Report e Iron Man… ok, facciamo tre: anche Essi vivono di John Carpenter) che ci è quasi familiare.
Un po’ come il touch screen dell’iPhone: quando lo vedi per la prima volta, da un lato ti stupisci perché ti sembra magia pura, dall’altro provi la gratificazione di chi finalmente può usare dal vero qualcosa che ha sempre sgolosato solo al cinema.
Questa stessa sensazione è quella provata di fronte alla demo pubblicitaria di Project Glasses di Google, l’interfaccia handfree di realtà aumentata. Guardatevela qui sotto.

Il video ha avuto così tanta presa sul pubblico da diventare subito virale, come dimostrano i numerosi spoof che la gente ha spontaneamente realizzato. Eccone uno:

Bene, se gli occhiali sono il futuro della AR (guardatevi anche Sight, un cortometraggio sulle lenti a contatto del futuro prossimo), la geek advertising è già il suo presente.

Due esempi: uno l’app realizzata per il rivenditore di abbigliamento Moosejaw, che permette di fare quello che tutti gli occhiali a raggi X promettevano sulle riviste degli anni ’70: vedere sotto gli abiti delle modelle.

L’altro, l’applicazione mobile AR che GoldRun ha realizzato  per Esquire Magazine, con cui si poteva interagire digitalmente con la covergirl Brooklyn Decker nelle librerie Barnes & Noble, e condividere la foto su Facebook. Il tutto, ovviamente, a patto di scaricare l’app di Esquire e di recarsi in uno dei 700 punti vendita Barnes & Noble.

Cambiano le tecnologie, ma non le regole del gioco: si tratta sempre di individuare contenuti rilevanti per le persone, e di creare non più soltanto messaggi, ma intere esperienze di marca. O, per restare nel tema della AR, di geek advertising aumentato.

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Come recita il claim del gioco, UWAR è un “killer game”, che potrebbe diventare anche una killer app: il primo sparatutto davvero “first person shooter” , perché lo giochi tu in prima persona, in realtà aumentata (indossando magliette con un apposito tag). Colpo di genio o buco nell’acqua? Intanto che ci pensate, guardatevi il video:

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Come sapete, tendo ad essere un po’ critico sulle applicazioni pubblicitarie correnti della Realtà Aumentata.

In questo caso do un “like”.

Axa in Belgio ha realizzato un annuncio sui quotidiani, aumentabile tramite iPhone (o meglio – l’annuncio era una specie di teaser, ci vuole un iPhone per capire la faccenda).
La cosa è abbastanza divertente e quindi il fatto di richiedere alle persone di prendersi il mal di pancia di prendere il telefono, applicarlo sul giornale… etc ha un qualche senso 😉
L’annuncio porta, coerentemente, alla possibilità di scaricare l’app di Axa di cui avevo già parlato e che permette, fra l’altro, di fare la denuncia di incidente (diciamo la constatazione amichevole) direttamente dall’iPhone.

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Dallo stesso folle di AR (hyper)Reality, ecco Augmented City 3D. Tenete d’occhio questo signore: ha una visione dell’interazione uomo-digital content davvero intrigante e inquietante allo stesso tempo. Una specie di David Cronenberg dell’interface design, insomma.

PS. per vedere il filmato, infilatevi un paio di occhialini 3D anni ’70: quelli rossi e verdi, per intenderci.

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Era da un po’ che non sentivo parlare di nuovi progetti di AR.
Ormai, sapete come la penso: l’AR ha in teoria un ottimo potenziale, forse la tecnologia non c’è ancora, sicuramente è stata bruciata facendo giochini che costano migliaia di euro di produzione e vengono usati dal pubblico qualche secondo.
Insomma, la solita roba tutto fumo e niente arrosto dei pubblicitari.
Ed è un peccato, perché c’è il potenziale di fare robe bellissime – ma di certo l’idea di mettere una roba davanti alla webcam per vedere una cosa che si potrebbe vedere meglio e più comodamente premendo due tasti…
Comunque, questo AR di KitKat featuring gli Scouting for Girls almeno è una roba un po’ diversa, direi il primo o uno dei primi videoclip AR…

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