Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘books’

Nasce il collective twitter book: The World According to Twitter, scritto da @pogue e dai suoi 500k followers.

Nasce pure la twitterature: non oltre 140 caratteri. #ilpiccololibroditwitter

es. la Bibbia: “Dio: Ho creato l’universo, ho mandato mio figlio sulla Terra, l’avete ucciso ma lo farò tornare in un sequel. Intanto ho due milioni di follower ;)”

PS. questo post è scritto in forma ridotta per adeguarsi allo stile di twitter.

PS2. non è la vecchia game console della sony, ma la segnalazione – immodesta – del fatto che da ben prima di twitter qualcuno (ehm…) fa già esperimenti con la microletteratura…

Read Full Post »

Finalmente la convergenza stampa / video è arrivata… in un certo modo.

Assolutamente da segnalare l’iniziativa di Entertainment Weekly, una nota rivista americana “di carta” che per il numero di Settembre ha realizzato un inserto pubblicitario al cui interno è contenuto un piccolo schermo video extrapiatto.
Una volta aperto l’inserto parte una comunicazione (video, of course) Pepsi Max.

Un paio di considerazioni:

a) in termini di costo / contatto la cosa non ha ovviamente senso. Non ho i dati di quanto costi ogni inserto e quindi di quanto spenderanno per ogni paio d’occhi. L’attività va vista sotto il profilo di “buzz generation”.

Una pagina pubblicitaria tradizionale, seppure bella, non potrebbe mai generare la copertura mediatica, l’amplificazione, il buzz, il passaparola che questa innovazione sarà in grado di generare. In fondo va vista più come operazione di PR che di pubblicità.

Ovviamente, dato che chi farà per secondo questo tipo di attività non avrà lo stesso tipo di beneficio.. c’è da domandarsi se qualcuno la rifarà una seconda o una terza volta… una trovata destinata ad esaurirsi subito? A meno che la tecnologia faccia scendere i costi di un lettore video (precaricato con il content giusto) a pochi cents per esemplare… diciamo che ho dei dubbi che nel breve periodo diventerà un’applicazione mainstream

b) la tecnologia del player extrapiatto (VIP – Video In Print) si presta però ad altre interessanti applicazioni in ambiti dove i limiti di costo sono molto meno stringenti rispetto ai daconiani costi/contatto dell’adv; penso alle attività di direct marketing, al POP, all’ambient…

Qui credo ne vedremo delle belle. O, almeno, c’è l’opportunità di sfruttare uno strumento molto geek ma al contempo molto “semplice” ed accessibile – con un impatto almeno nelle prime fasi piuttosto elevato.

Read Full Post »

Complessa, tecnologia ed affascinante – è la campagna di comunicazione di Editoras online, una libreria brasiliana, con il problema di “farsi conoscere”.

In sostanza hanno inventato un libro, d’amore e d’odio. Un libro che si rinnova continuamente; basato sullo user generated, sul guerilla / stickering, sui QR codes.

Un’opera i cui contenuti sono raccolti da contributi del pubblico su Twitter, condensati in 200 sticker sparsi per le strade di Sao Paulo e poi in un libro stampato… il cui contenuto può essere fruito solo attraverso un mezzo tecnologico, e che si rinnova settimanalmente.

Un sofisticato progetto, per fortuna il video lo spiega bene…;-)

Read Full Post »

David Abbott sosteneva che un buon copywriter deve sempre confessare qualcosa di sè, per rendere interessante quello che scrive.

Bene, allora vi farò subito una confessione. E’ una mia passione, nemmeno troppo recente, nemmeno troppo segreta: adoro i Book Trailer.

Mi ha sempre colpito, parlando anche con i miei studenti, scoprire che non sono poi così conosciuti. Per questo ho pensato di dedicare loro un breve post.

Infatti, hanno un grande potenziale d’intrattenimento e di comunicazione. Proprio come i trailer dei film che milioni di utenti sbirciano avidamente dal sito Apple o Yahoo: che sono poi lo spot “virale” con cui le case produttrici pubblicizzano i loro film che che gli stessi milioni di utenti caricano sui propri blog e si scambiano nei mille modi permessi dalla rete.

Pensandoci giusto un paio di secondi, a Sheila Clover della Circle of Seven Productions – inventrice e detentrice del diritto d’autore sul termine “book trailer“- fare lo stesso per pubblicizzare in modo virale i libri sarà apparso poco più che l’uovo di Colombo. 

Con una differenza che io però trovo deliziosa: mentre i film usano lo stesso linguaggio dei propri trailer, i libri usano un linguaggio diverso, quello della parola. Ed ecco allora che un book trailer ha la possibilità di far esplodere il potenziale visionario della parola stessa, della storia, delle emozioni. Da ex traduttore, mi intriga questa traduzione della parola in immagine, e della storia in immagine in movimento. Robert McKee considera qualunque forma di narrazione – scritta, parlata, recitata, su pellicola – unificabile sotto la macro-categoria di Storia. Forse ha ragione; e forse è per questo che ibridare la parola con l’immagine in movimento può diventare tanto emozionante e tanto virale.

Prendete uno degli ultimi esempi: il book trailer di Coraline dell’immenso Neil Gaiman. Ve lo inserisco qui sotto: concedetegli una visione, non ve ne pentirete.

Va da sè che un book trailer può essere un’ottima anticipazione – o addirittura lo stesso trailer – del film che poi verrà tratto dal libro. Il che lo rende un interessante strumento anche in termini di co-marketing tra editoria e cinematografia. A questo proposito, giusto per gradire, sappiate che all’interno del Trailer FilmFest di Catania c’è la sezione  dedicata ai book trailer. 

Ah, un’ultima cosa. Come avrete intuito, leggendo il titolo di questo post, da qualche anno a corollario dei Book Trailer, sono arrivati anche gli Album Trailer. Per loro vale tutto quello che ho già scritto sopra, per cui non sto a ripeterlo. Mi limito a inserirvene uno che apprezzo molto, Insurgentes di Steve Wilson

 

Read Full Post »

Vi segnalo un progetto che mi ha lasciato a bocca aperta: We Tell Stories. Come vedrete, è l’iniziativa con cui l’editore Penguin intende promuovere la sua sezione di “Digital Fiction”.

Ora, chi mi conosce sa che già l’espressione “Narrativa Digitale” è in grado di procurarmi un piacevole turgore alle sinapsi. Ebbene, vi assicuro che di fronte a questo progetto uno come me arriva dritto all’orgasmo intellettuale.

Come recita il pay-off, si tratta di “sei autori. sei storie. sei settimane”. Risultato: sei deliziosi mash-up di scrittura e tecnologie digitali che portano il marketing editoriale e il viral marketing in genere “to the next level”. E’ da qualche anno che mi arrovello a studiare e a parlare in università di convergenza virtuosa tra marketing e cultura, ma una cosa così non l’avevo mai vista. Un inaspettato piacere, che spero riceverà i meritati riconoscimenti nei premi che contano.

Divertitevi a seguire il gioco intellettuale dei sei autori, ognuno si concentra su un aspetto del digitale, e lo utilizza in maniera assolutamente pertinente alla storia che vuole raccontare. Information aesthetics, live blogging, google map, scelte multiple, scrittura interattiva, micro-blogging: ce n’è davvero per tutti i gusti. Il mio preferito? Senza esitazioni, Charles Cumming con il suo The 21 Steps: una storia che si dipana seguendo gli spostamenti del protagonista su google map. Un viaggio letterario e geografico che porta il lettore in una dimensione  che Joyce avrebbe probabilmente adorato per il suo Leopold Bloom, se avesse avuto a disposizione la mappa google di Dublino.

Un godimento, vi dico. E sapete la cosa che mi ha fatto godere di più? Che non l’ho scoperta su internet in qualche blog geek. Mi è arrivata con il più tradizionale dei passaparola, da una persona che non mi sarei (quasi) mai aspettato. Digital divide will soon be a thing of the past, folks!

Read Full Post »