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Giorni fa ho letto su mashable di un’operazione a cuore aperto.

Mashable è diventato improvvisamente un sito di cardiochirurgia?

No, è la cardiochirurgia (ospedale di Houston) che per la prima volta è sbarcata su un social network: twittando dal vivo direttamente dalla sala operatoria, dall’account @houstonhospital.

Trovo tutto questo estremamente interessante sia da un punto di vista pubblicitario, in quanto è sicuramente un modo per promuovere le capacità dell’ospedale e dei suoi chirurghi, sia – soprattutto – da un punto di vista antropologico e filosofico: il social networking ha ufficialmente abbattuto la frontiera del corpo.

Il corpo umano è la frontiera definitiva: la sfera dell’individuo, la sua biologia, il suo confine non solo fisico, ma anche psicologico, antropologico, esistenziale. In particolare quando si sta male, il corpo umano è il confine coatto, perché non scelto – dato che è dove ci siamo ritrovati dentro nascendo, che ci rende soli: e quindi più bisognosi di cura, sia morale sia medica. La sala operatoria, oltretutto, è il luogo supremo in cui questo limite è celebrato come un tabù: essendo incoscienti, siamo isolati pure da noi stessi.

Bene, questo confine che madre natura ci ha imposto e che caratterizza la nostra cultura, la nostra morale, e tanto altro, è ora stato violato. Questo confine è diventato informazione. Sì, sono sempre più convinto che il cyborg non sarà un ibrido di carne e di hardware (quello lo siamo già: basta avere una valvola cardiaca artificiale, o una protesi all’anca), per lo meno non solo: saremo ibridi anche di informazioni.

PS. pare che l’ospedale di Houston abbia twittato anche un’operazione al cervello

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I miei auguri più geek per le imminenti festività sono un paio di video trovati su Mashable, con protagonista Yoda.

Il primo, qua sopra, è uno dei video (ormai già virali) del minisito LEGO Santa Yoda.

Il secondo, qui sotto, è il video in time lapse di uno Yoda Babbo Natale gigante, costruito nella Union Square di San Francisco. Il messaggio? “Spread holiday cheer with LEGO Star Wars, you must.”

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E’ almeno 2 anni che rompo le balle con la realtà aumentata, e che sviluppo concept di progetti che la utilizzano.

Uno di questi (ho testimoni che possono confermare la cosa, eh!) riguardava la disseminazione in una data città, magari in un suo parco, di eventi sonori e musicali geolocalizzati, che si sarebbero attivati attraverso l’interfaccia di una app. In questo modo, ogni utente avrebbe generato un diversa sequenza di brani/eventi sonori, a seconda del percorso che avrebbe seguito nel dato parco della data città. In questo modo la musica sarebbe stata scritta anche dall’utente, come catalizzatore geek di una partitura lasciata aperta dal compositore. Insomma, un evento di musica aumentata.

Bene, ora immaginate la stessa idea, non 2 anni fa, ma ora, e non in una data città, ma a Washington DC, nel parchetto chiamato Mall. E’ quello che farà la band Bluebrain, pubblicando il loro prossimo album non in formato cd o mp3, ma come app location aware. 

Al di là del livore personale, in cui tutti i creativi degni di questo nome si riconosceranno (abbiamo tutti i cassetti pieni di idee che poi realizzano altri, vincendoci pure dei grand-prix stampa a Cannes 2004), mi si affollano in mente amare considerazione sullo stato imprenditoriale e culturale del nostro paese. In cui, purtroppo, non sono le idee che mancano.

[Fonte: Mashable]

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Nel 1954 il Festival di Cannes, fino ad allora solo un Festival del Film cinematografico, aprì la sezione dedicata al Film Pubblicitario.

Bene, è mio auspicio che , come nel 1954 gli organizzatori del Festival decisero di celebrare il medium filmico (cinematografico e televisivo) a cui la pubblicità si rivolgeva, così ora il popolo degli ideatori e dei produttori di creatività dovrebbero celebrare un altro medium a cui la pubblicità si sta rivolgendo sempre di più: la tecnologia.

La tecnologia oltre che medium, è anche un comportamento. Parafrasando McLuhan, oggi non solo the medium is the message, ma the medium is the message is the action. Se la televisione e il cinema modificano la percezione del mondo, la tecnologia cambia il modo di stare al mondo.

E, come in ogni dinamica storica di proporzioni imperiali, bisogna stare attenti a ciò che succede alla provincia dell’impero se si vogliono cogliere i segnali dei cambiamenti che porteranno ad una nuova fondazione.

Bene, che sta succedendo alla provincia dell’impero dei premi creativi?

Succede che, già da diversi anni, i blog di tecnologia e social media organizzano award di creatività e design, come i Mashable Award.

Succede che facciano lo stesso anche le piattaforme di video sharing, come Youtube e Vimeo.

Succede che i festival di tecnologia si aprano alla creatività pubblicitaria, come ha dimostrato quest’anno SWSX aprendo tre sezioni dedicate a Music, Film, Interactive: dando spazio a idee creative che vedremo (lo spero) premiate a Cannes e Clio, quali Social Media Hell di R/GA, un Social Gaming che “offre la possibilità di monitorare e partecipare all’evento integrando dati provvenienti da Twitter e Foursquare prodotti nell’area del SXSW attraverso una reinterpretazione dell’inferno dantesco, dove l’utente partecipando deve sbloccare i diversi livelli” (citato da iMagazine).

Succede che la più grande community di conferenze a tema “Ideas worth spreading”, il TED, inauguri una sezione dedicata agli “Ads worth spreading“.

Insomma, succede che alla provincia dell’impero dei premi (Cannes e Clio e pochi altri) gli esperti di nuove tecnologie stanno appropriandosi di creatività. Ed essendo più piccoli e giovani, lo stanno facendo più velocemente e intelligentemente di quanto il centro dell’impero si stia appropriando delle nuove tecnologie. A noi la scelta: stare a guardare il declino e raschiare il fondo del barile, o cavalcare il cambiamento e diventare pionieri di quello che sarà il prossimo impero.

Non mi credete? Leggetevi Fondazione e impero di Asimov, poi ne riparliamo.

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Abbiamo già parlato di projectural mapping, riferito agli AC/DC. Mi fa piacere vedere che questa tecnologia di realtà aumentata architettonica sta crescendo, e diventando sempre di più una nuova forma di outdoor geek.

Vi segnalo la nuova iniziativa per Ralph Lauren:

E anche quella per la Toyota Auris, ad opera di Glue Isobar London, di cui trovate qui il making of:

E se non vi basta, godetevi pure la top 10 di Mashable.

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Sappiatelo, le infografiche sono un linguaggio fon-da-men-ta-le per tutti i creativi geek, e oltre. Sono fusione di pensiero, creatività, tecnologia e immagini.

Sono ispirazione creativa, culturale, e imperdibile crogiuolo a cui attingere trattamenti per spot, video, e soprattutto per video-moodboard.

Detto questo, godetevi un viralissimo video di Hans Rosling su come era stato il 2008, e spulciatevi la lista di GOOD e quella di Mashable delle migliori infografiche, e data visualisation, del 2010.

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Da altre parti, li si lascia (e aiuta a) fare. Guardate un po’ qui sotto.
Bravo, eh? Professionale? Figo? Beh, soprattutto,
giovane: Pete Cashmore, fondatore e CEO di Mashable, la più autorevole testata blog online
sui social media, è nato nel 1985. Sì, mi sento ufficialmente vecchio. E non ho nemmeno i soldi per compensare comprandomi una
Porsche, damn.

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