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ITV è la principale emittente televisiva commerciale nel Regno Unito.
Per competere anche online con la BBC (che ha il suo servizio di streaming, iPlayer), ITV ha lanciato il suo ITV Player, una web TV, un servizio per vedere in VOD / streaming i programmi.*
Il servizio di streaming è commercialmente basato sulla pubblicità, rifilata agli spettatori… a meno che…
la nuova strategia è questa: si può vincere l’esenzione dallo spot se si risponde correttamente ad una domanda.
Ovviamente relativa alla marca di cui siamo esentati dalla visione dello spot.
In sostanza, se dimostriamo di saperla già, ci viene risparmiata la lezioncina.
Mi sa che, tutto sommato, preferisco beccarmi lo spot 😉
Per approfondimenti:
* con tutta una serie di limitazioni, la cui discussione esula da questo post. Se volete guardate cosa ne dice Wikipedia, secondo me per questioni di diritti i contenuti non sono visibili dall’Italia, così come per la BBC.

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Questa non l’avevo mai vista.

Può una pubblicità in TV restare visibile mentre passsano altri spot? Potremmo definirlo un approccio guerrigliero ma non avrebbe senso, forse un ambient che succede sullo schermo TV?

E gli altri inserzionisti cosa avranno da dire? Avranno chiesto uno sconto?

Insomma, dato che il concept a parole non rende, guardatevi il filmato.

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Per promuovere la 4° stagione americana di Dexter, il canale TV Showtime ha lanciato un advergame su youtube.

La cosa mi fa piacere per due motivi: il primo è che nella sua semplicità (trova Dexter e cliccaci su) è piacevolmente “addictive”; il secondo è che finalmente youtube consente di smanettare un po’ con il flash dei suoi video per fare cose un po’ più creative di un semplice “brand channel”.

Prima di questo, infatti, l’unico esempio in tal senso è stato wario shake-it. Se ne conoscete altri, fatevi avanti.

(segnalato da ninjamarketing)

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Di fronte alla provocazione di Paolo sullo spot che resiste al telecomando, non posso non rispondere con una notizia un po’ datata, ma reale e di segno opposto. Ha infatti avuto un discreto successo, negli USA, un nero, discreto oggetto chiamato TV-B-Gone: un telecomando universale con una sola funzione. Spegnere le televisioni. Qualsiasi televisione. Un atto di guerriglia o di auto difesa, permettendo alla persona comune di sopprimere l’inquinamento televisivo in tutti quei luoghi (pubblici?) dove la TV non è una scelta ma un’imposizione. Sale d’attesa, locali. Senza che nessuno si renda conto di quanto è successo. In una ventina di secondi la maggior parte dei televisori è ridotta al silenzio – e se avete di fronte un avversario esoterico, in poco più di un minuto l’intera gamma di sequenze esistenti viene trasmessa dall’ammazza TV e quasi ogni schermo televisivo noto all’uomo ridotto a più miti consigli. Risultato: al modico prezzo di 14,99 $ il prodotto si è venduto come il pane, in due giorni ha finito il primo stock (il fatto che Wired gli abbia dedicato un articolo di certo gli ha dato una grossa mano…). Dietro all’ammazza TV universale, però, c’è qualcosa di più di una semplice trovata: c’è l’infinita rincorsa tra l’advertising e il proprio pubblico, come dice qualcuno, l’infinita lotta tra il bene e il marketing.

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This Onion made me cry, with joy.

Sull’autorevole The Onion leggo che McDonald’s manderà on air il primo spot in grado di resistere al comando “mute”. In pratica, quando una persona cerca di togliere il volume allo spot, questo non s’abbassa. Anzi, si raddoppia, per farti sentire meglio il jingle. Pare che le aziende ne siano entusiaste. Sempre nello stesso pezzo, si riferisce che pare ci sia chi sta sviluppando tecnologie in grado di accenderti il televisore proprio quando sta andando in onda lo spot che vogliono farti vedere.  

Per ora mi astengo dai commenti, anche perchè è una bufala (the onion è famoso per essere un “funny fake news service”), e mi limito a una battuta: è la conferma definitiva che la creatività tecnologica è una forza, dato che ora ha anche il lato oscuro.

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