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Posts Tagged ‘unconventional’

Prendo spunto da questa segnalazione del fellow geek Roberto, per togliermi il cappello di fronte a un grande esempio di campagna stampa aumentata. O CinePrint, come recita l’intestazione del video.Nessun pensiero strategico, se non quello di posizionare la nuova Lexus come “WOW” (Stunning, appunto). E un co-marketing con l’edizione iPad di Sports illustrated (su cui è presente il video con cui aumentare la pagina stampa).
Anzi, questa interazione tra magazine cartaceo e digitale, forse, è proprio la vera innovazione geniale.
Insomma, ecco il video: tenetevi la mascella.
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Molto bella, anche se andrebbe vista dal vivo per giudicare 🙂
Empreinte, produttore francese di lingerie, per l’apertura del flagship store a Parigi ha realizzato una vetrina davvero particolare – un ologramma notturno, una modella che appare e scompare… molto geek advertising.
Peccato che l’azienda abbia il sito under construction… (ma ancora esistono, ‘ste cose?)

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Molti di noi hanno vissuto (o vivono) con l’incubo del timesheet (generalmente un foglio di Excel da compilare, indicando quanto si è lavorato su cosa / quale cliente – in modo che l’agenzia o l’azienda possa farsi i conti sui costi etc).
I timesheet sono generalmente visti malissimo e spesso non fatti o fatti con grande ritardo.
Per questo in JWT hanno avuto un’idea interessante.

Invece delle solite minacce ai ritardatari, incentivarne la compilazione in ottica Thank You economy – offrendo birre gratis.

Un frigo pieno di birra si sblocca elettronicamente.. quando si supera il livello appropriato di timesheet compilati.

Guardatevi il video.

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Awesome.
Decisamente poco conventional, molto geek advertising 🙂
In occasione del lancio della versione 3D di StarWars, al cinema, si è costruito un organo fatto con 20.000 pezzi di Lego – marca che fa dei bei soldi grazie alla serie cinematografica-fantascientifica più famosa dell’universo conosciuto.
Non solo suona ma fa vedere il mondo di Star Wars… Lego Style.
La cosa straordinaria è che l’oggetto funziona sul principio del carillon: Le persone fanno ruotare un tamburo, il tamburo tramite dei rilievi, aziona la tastiera dell’organo. Ma i rilievi sono scenari StarWars…insomma, guardatevi il video, che si fa prima 🙂
Collegamento al business: dalle location dell’oggetto (le prime cinematografiche) possibilità di accedere, attraverso QR code, a un microsito e ordinare i set Star Wars mostrati.

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Dopo il post sull’animazione fatta coi Post-it, mi sembra giusto postare quella che è presentata come la più grande animazione in stop-motion mai realizzata. Dal vivo.
Hanno usato un’intera spiaggia. Think Big.
Peccato che Nokia abbia ben altri problemi, che non la comunicazione.
Il link (tenue?) tra il filmato e il prodotto è che il tutto è stato filmato con un cellulare Nokia (N8).

Un lavoraccio, btw: 16 ore di shooting per realizzare 20 secondi di filmato… e il tempo totale speso sulla spiaggia è stato di circa 5 giorni per la realizzazione del filmato (che non è stato “filmato”, si è trattato di un numero elevatissimo di foto, montate in sequenza, trattandosi di un film di animazione….)

Comunque godetevi questo filmato – vi allego sia lo spot che il making of. Big.

Ma anche Small: visto che Nokia ha anche realizzato il più piccolo filmato in stop-motion del mondo. Dot. Allego anche quello, crepi l’avarizia.

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Col digitale è diventato semplice fare cose prima difficilissime. Quindi, specialmente nell’arte del filmaggio, per attirare l’attenzione su una cosa che un ragazzo può fare da solo in pochi giorni con un computer, bisogna farla difficile, con :
– 25 Animatori
– 5 Mesi
– 350,000 Post-it.
Si è così realizzato un filmato per Melissa, marca brasiliana che fabbrica scarpette di plastica molto fashion – anche in collaborazione con Vivienne Westwood e altri grossi nomi.
Insomma, ecco il film che è carino ed è stato realizzato in uno dei negozi aziendali (e meno male, avete presente quanto costano 5 mesi di affitto di un teatro di posa ? 😉 che è poi stato lasciato ai pennarelli dei passanti 🙂

Un bel co-marketing anche per 3M, btw.

Del film sono stati ricavati diversi “tagli”, dallo spot da 30″ al making of. Occhio e croce sono andati vicini a fare un milione e centomila views, quindi abbastanza virale. Ovvio che quello che conta qui è fare “buzz”…

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Ma solo in Brasile. E solo negli Internet café.

Per promuovere un profumo, si fa un accrocco tecnologico per far provare la fragranza attraverso i banner, che da virtuali si fanno tangibili… e soprendono il target 🙂

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