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Riprendo uno spunto postato sul tumblr di hungryideas.

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Kickstarter è il più famoso (ma non l’unico) collettore crowdfunding di progetti di startup. Eppure, sono sempre più intriganti non solo le idee di startup, ma anche i video che le raccontano. Sono spesso realizzati in infografica. Sono un vero e proprio genere di storytelling, con le sue regole narrative (guardatevi questo post di fast.co su come fare un kickass kickstarter video).

Sono un vero e proprio genere di storytelling, il kickstarter video. Di cui kickstarter è quindi un po’ l’adsoftheworld.
Un genere che merita una categoria di premio ai festival di pubblicità, IMHO. Dal momento che ha degli obiettivi di business e di comunicazione cruciali: se non funzionano bene, la startup rischia di non partire nemmeno.

Chiedete cosa è hungryideas? NON lo chiedete?
Ve lo scrivo lo stesso. E’ il mio nuovo progetto di geek storytelling 😉 

stay hungry, stay tuned (for details)

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Intelligente: per promuovere il nuovo film dell’A-Team, il gioco si fa duro su Google Earth.. 🙂
L’idea è di giocare a guidare il furgone dell’A-team all’interno di uno scenario preso da Google Earth.
Bell’esempio di uso creativo della tecnologia, direi Geek Advertising.
Adesso il giochino non funziona più, ma fortunatamente è rimasto il video.
Quanto all’A-Team: a volte ritornano. :-S

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Se dovete scegliere uno e un video soltanto sui Social Media da mettere nella vostra lezione / presentazione, quest’anno dovrà essere questo 🙂
Musica coinvolgente e incalzante, infografiche e grafici animati, grandi verità che arrivano come un pugno, numeri e statistiche. Tutti i killer ingredients che un video sui Social Media deve avere ci sono.
Social Media Revolution redux. Il migliore

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Abbiamo già scritto del music trailer: è l’ibridazione del trailer cinematografico con l’industria musicale.

I Mastodon hanno fatto un passo avanti: invece del music trailer, per il loro nuovo album The Hunter, hanno realizzato un full lenght music movie. Non una raccolta di videoclip, ma proprio un “trailerone” lungo quanto il disco completo. Da cui, prevedibilmente, saranno tratti anche i videoclip. Attenzione però, perché in termini di comunicazione, non è la stessa cosa.

Un conto, infatti, sarebbe lanciare il disco, magari con un music trailer; e poi, volta per volta, realizzare i videoclip per lanciare i singoli. Un altro conto, invece, è realizzare da subito un supporto visivo per l’intero album. Da un lato, è un modo per far circolare l’intero album in streaming. Dall’altro, s’inventa un originale linguaggio di marketing musicale.

Ma, soprattutto, permette a me di scrivere un post su una delle più spettacolari band metal degli ultimi anni. Buona visione.

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Col digitale è diventato semplice fare cose prima difficilissime. Quindi, specialmente nell’arte del filmaggio, per attirare l’attenzione su una cosa che un ragazzo può fare da solo in pochi giorni con un computer, bisogna farla difficile, con :
– 25 Animatori
– 5 Mesi
– 350,000 Post-it.
Si è così realizzato un filmato per Melissa, marca brasiliana che fabbrica scarpette di plastica molto fashion – anche in collaborazione con Vivienne Westwood e altri grossi nomi.
Insomma, ecco il film che è carino ed è stato realizzato in uno dei negozi aziendali (e meno male, avete presente quanto costano 5 mesi di affitto di un teatro di posa ? 😉 che è poi stato lasciato ai pennarelli dei passanti 🙂

Un bel co-marketing anche per 3M, btw.

Del film sono stati ricavati diversi “tagli”, dallo spot da 30″ al making of. Occhio e croce sono andati vicini a fare un milione e centomila views, quindi abbastanza virale. Ovvio che quello che conta qui è fare “buzz”…

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Cliccando qua sopra, potrete vedere il video del mio talk a Frontiers of interaction 2011. Buone vacanze!

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Un apribottiglie Bluetooth. Ogni volta che apri la birra, invita sui Social i tuoi amici a condividere.

La gente ti si fionda in casa, dandone prima conferma online.

Chi fa più invitati, vince una casa di birra (a parziale copertura delle spese sostenute per dissetare gli invitati?)

Questo il brillante progetto di due studenti della Miami Ad School Hamburg
Come concetto mi sembra carinissimo.
Poi, come sempre succede, passare dal’ideona alla messa in pratica, all’esecuzione sul field.. beh lì le cose si complicano.
E sarebbe forse più interessante vedere come pensano di smazzarsi la parte di “logistica”, di come si fa in pratica … perché in genere quella è la parte ardua, più che semplicemente la brillante idea creativa che tante volte poi non è nemmeno realizzabile sul campo 😉

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