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Archive for novembre 2009

Da qualche settimana io e Matteo ci rincorrevamo per parlare di quanto il geek pensiero dovrebbe essere l’interfaccia con cui tutta una serie di professionalità differenti si confrontano, arricchendosi proprio grazie alle reciproche diversità. La domanda era: come spostare ‘sta cosa del geek a livello di social network? E siccome, oltre a rincorrerci su skype, io e Matteo ci rincorriamo (o meglio, io lo rincorro…) su nike+, ecco nascere il primo spin-off di geekadvertising. Di corsa, coerentemente: dal pranzo all’indiano sono bastati 10 giorni per avere il dominio, il logo, il manifesto, il blog, l’account Twitter e la fan page su Facebook online.

Geekrunning è un’iniziativa dedicata ai runner tecnologicamente attivi, come me e matteo, con lo scopo di generare divertimento e occasioni di networking. Se San Francisco ha i Tech runner, ora Milano ha i geek runner. 😉

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Avanti veloce, indietro veloce. Il fruscio. Gli alti e i bassi smorzati verso un limbo centrale dell’equalizzazione del suono. Ve le ricordate le musicassette? C’e’ stato un tempo nel quale i DJ si scambiavano e vendevano mixtape di session di mixaggio e virtuosismi registrati direttamente dai vinili su nastro. Oggi il vinile, in alcuni ambienti, resiste e ha il suo fascino. Ma la musicassetta?

Mi viene quasi da ridere al pensiero.

Sorrido quando penso ai filtri di riduzione del rumore disponibili sulla fascia alta delle piastre per musicassette, e poi ascolto la musica dall’iPod, che – nelle mie orecchie ignoranti – risulta crystal clear a prescindere dalla qualita’ e dal costo del lettore.


Shot by Snorka

Sembra impossibile sia esistita un’era in cui si doveva riempire lo zaino di chili di plastica e nastro magnetico per portarsi la musica in giro.

Ora immaginatevi i vostri figli, quelli nati dal 2000 in avanti. E immaginatevi voi stessi a raccontare, magari anche con l’ausilio di foto e video, di quando gli oggetti di uso quotidiano erano sconnessi da internet.

Ai vostri figli verrà da ridere.

“Papà ma mi vorrai dire che eri costretto a guardare la data di scadenza sui prodotti!?!”, “Ma come facevi a tracciare la tua pressione arteriosa segnandotela su di un foglio?”, “Cosa? Segnavi le tacche della mia crescita sul muro?!?”

Attenzione, non mi sto’ dilettando a buttare giu’ qualche riga di semplice futurologia. Su queste pagine avete gia’ avuto modo di leggere di Nike+ (un sistema che – in maniera asincrona – collega le vostre scarpe da running con internet), ma il fenomeno e’ molto piu’ vasto.

Ora tutti odiamo la bilancia. Quell’oggetto che, con la sua anima diabolicamente quantitativa, ci costringe a sacrificare i formaggi, cassare il cioccolato, dimenticarsi le salse.

Ma nonostante questo odio diffuso le bilance sono in ogni casa. E si sono evolute: dalla lancetta alle cifre digitali, dal misurare il solo peso del totale della nostra persona al sapere differenziare la massa grassa.

E oggi arriva la Withings.

Il non plus ultra della bilancia per geek col suo design cosi’ Apple, con la superfice riflettente, le linee morbide. Il grande display ad alta definizione. I sensori per la massa grassa. Il calcolo automatico del BMI. Il riconoscimento automatico del componente del nucleo famigliare che la sta utilizzando.

Ma questo e’ nulla comparato alla capacità di connettersi ad Internet via Wi-Fi.

Dopo il pairing, una-tantum, iniziale la Withings si colleghera’ in automatico, ad ogni pesata, al server online dove, attraverso una connessione criptata, sarete in grado di verificare l’andamento dei grafici relativi al vostro peso, alla massa grassa e magra, all’altezza (beh, questo e’ utile solo se avete bimbetti che girano per casa).

Potete pure verificare sull’iPhone/iPod Touch gli stessi dati (anche in questo caso il pairing si fa una volta soltanto, appoggiando l’iPod nell apposito alloggiamento sul retro della bilancia). E improvvisamente un argomento noioso e terribilmente privato come il proprio peso diventa argomento di discussione a cena, con gli amici. Che non resistono dal volerla provare.

E quello che oggi è l’oggetto curioso e che genera discussione tra solo pochi anni diventerà la norma. E come mia figlia di quattro anni non avrà modo di ricordarsi bilance che non fossero connesse ad internet un giorno ci stupiremo di come era scomoda e demode’ la nostra vita basata su oggetti offline.

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A new geek on the move

Con enorme piacere, dopo Roberto, ora accogliamo su geekadvertising anche Matteo Penzo. Manager, inventore, innovatore, co-fondatore di Frontiers of interactions: Matteo ha tante qualità, ma anche una colpa imperdonabile -condividere con me la passione per il geekrunning.

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A me piace molto tutta la faccenda di Nike+, una fantastica combinazione di tecnologia, di performance monitoring e sopratutto di socializzazione fra runners.

Ma non è l’unica cosa che mi piace di Nike – mi piace molto anche la Nike Human race, un evento veramente di massa, una corsa che dal reale locale (città del mondo) si combina sul virtuale (il sito) per costruire una corsa collettiva anche se spezzettata che ha coinvolto quasi un milione e trecento mila persone.

La cosa bella è che non è necessario essere un geek per approfittarne, tutto quello che si deve fare è correre e saper godere di un sito web 😉

Ad estensione dell’evento, in Argentina si è fatto di più: per una volta per coprire l’evento non sono state usate testimonianze esterne, ma degli “insiders”: coprendo l’evento dall’interno attraverso una combinazione di twitter, di reporting audio “tradizionale” mashuppata con Google maps attraverso il GPS eccetera eccetera, utilizzando la potenza di semplici iPhone coi i quali i runners potevano condividere in diretta dalla gara la propria esperienza, con tanto di conversione da voce a testo, perchè non si può proprio pretendere che sull’iPhone uno riesca a scrivere correndo…

insomma, guardatevi questo video

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La nuova versione della GTI viene promossa attraverso un approccio estremamente geek: piazzarla all’interno di un (classico) videogioco di corse di macchine per l’iPhone… ma dando un vantaggio agli utenti: rendendo gratuito questo gioco (firemint Real Racing) altrimenti a pagamento – e si può viincere anche una di queste auto in versione “limited”.

L’idea è nata da una analisi del target di questo veicolo, estremamente affine all’iPhone (e all’iPod Touch, tanto per essere precisi) e dal desiderio di non limitare l’interazione marca-consumatore ai pochi secondi di uno spot o di una pagina pubblicitaria ma di farla durare almeno qualche minuto… un sogno per i pubblicitari fino a qualche anno fa.

Taglio corto, scusate, vado a vedere se questa volta riesco a finire il gioco senza schiantarmi contro il solito muro… 😦

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Geek Soul Food

Anche i Geek mangiano… e i non geek possono essere attirati (l’abbiamo già spesso detto) da tematiche geek.

Parliamo oggi di un approccio assolutamente non-geek in termini “tecnologici” ma molto geek in termini di approccio: il Windows 7 Hamburger.

Burger King, in Giappone, ha lanciato in edizione limitata per solo 7 (!) giorni proprio il Whopper Windows 7, consistente in 7 hamburger impilati e sovrapposti. I primi 30 clienti del giorno potranno comprare il gigantesco bloatburger al prezzo di 777 Yen (gli altri al doppio).

Le spese mediche di rianimazione o di disintossicazione dall’overdose di proteine sono a carico del cliente.

Ci sarebbe da disquisire sul fatto che W7 non è proprio un OS da Geek… ma le implicazioni di un Whopper Linux (dalla nota rappresentazione con l’icona di un pinguino) potrebbe dar adito a pericolose derive di percezione… o peggio di prodotto 🙂

PS: dato che tra realtà e fantasia c’è spesso di mezzo il mare e se ci si mette l’adv anche di più, qui potete vedere, dopo aver ammirato l’immagine del prodotto in comunicazione, come si presenta in realtà l’hamburger a 7 piani appena uscito dal negozio…

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Per promuovere la 4° stagione americana di Dexter, il canale TV Showtime ha lanciato un advergame su youtube.

La cosa mi fa piacere per due motivi: il primo è che nella sua semplicità (trova Dexter e cliccaci su) è piacevolmente “addictive”; il secondo è che finalmente youtube consente di smanettare un po’ con il flash dei suoi video per fare cose un po’ più creative di un semplice “brand channel”.

Prima di questo, infatti, l’unico esempio in tal senso è stato wario shake-it. Se ne conoscete altri, fatevi avanti.

(segnalato da ninjamarketing)

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