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Archive for maggio 2011

 

 

Il 16 giugno è Bloomsday, ossia il giorno in cui Leopold Bloom affronta la sua Odissea attraverso Dublino, nell’Ulisse di James Joyce. Ed è il giorno in cui, ogni anno, i cultori di questo capolavoro (leggetelo!), lo festeggiano.

Quest’anno, per la gioia dei puristi della pagina scritta, l’Ulisse sarà fatto a pezzi. Su Twitter.

L’esperimento, chiamato “Ulysses Meets Twitter 2011,” prevede una serie di volontari, che sintetizzeranno ciascuno/a una delle 96 sezioni in cui il libro è stato già segmentato, e lo pubblicheranno sull’account @11ysses.

Insomma, una micro-narrativa crowdsourced per riscrivere uno dei più mastodontici (Dylan Dog diceva che chi legge l’Ulisse per intero è per punirsi di qualcosa…)  capolavori del ‘900, 140 caratteri alla volta. A partire dalle 8 di mattina del 16 giugno (ora di Dublino, naturalmente).

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Alla fine doveva succedere: Apple ha pubblicato una iAd Gallery sull’App Store americano.

Nuova categoria all’orizzonte nei prossimi award creativi?

(da iphonia)

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Lo confesso, scoprire solo dopo 15 anni di professione creativa che la freccia curva del logo Amazon oltre a essere un sorriso significa anche che Amazon copre dalla A alla Z dei libri (e ora non solo quello…) mi ha fatto sentire proprio un copywriter 🙂

(da Geekosystem, dove trovate la semiotica anche di altri loghi famosi)

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Anni fa, ricordo che a Cannes un giovane creativo iscrisse nella categoria stampa il proprio CV. E vinse un leone, perchè dimostrò per primo di aver capito che un festival pubblicitario è in fondo un medium per fare pubblicità a se stessi.

João Dornellas, art director portoghese, ha fatto qualcosa di analogo con l’app store: è il primo art director ad aver capito che l’app store è un nuovo tipo di medium per fare pubblicità a se stessi (non solo agli app developer, evidentemente). Ed ecco quindi che ha fatto un’app iPad gratuita del proprio portfolio. Bravo.

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Nel 1954 il Festival di Cannes, fino ad allora solo un Festival del Film cinematografico, aprì la sezione dedicata al Film Pubblicitario.

Bene, è mio auspicio che , come nel 1954 gli organizzatori del Festival decisero di celebrare il medium filmico (cinematografico e televisivo) a cui la pubblicità si rivolgeva, così ora il popolo degli ideatori e dei produttori di creatività dovrebbero celebrare un altro medium a cui la pubblicità si sta rivolgendo sempre di più: la tecnologia.

La tecnologia oltre che medium, è anche un comportamento. Parafrasando McLuhan, oggi non solo the medium is the message, ma the medium is the message is the action. Se la televisione e il cinema modificano la percezione del mondo, la tecnologia cambia il modo di stare al mondo.

E, come in ogni dinamica storica di proporzioni imperiali, bisogna stare attenti a ciò che succede alla provincia dell’impero se si vogliono cogliere i segnali dei cambiamenti che porteranno ad una nuova fondazione.

Bene, che sta succedendo alla provincia dell’impero dei premi creativi?

Succede che, già da diversi anni, i blog di tecnologia e social media organizzano award di creatività e design, come i Mashable Award.

Succede che facciano lo stesso anche le piattaforme di video sharing, come Youtube e Vimeo.

Succede che i festival di tecnologia si aprano alla creatività pubblicitaria, come ha dimostrato quest’anno SWSX aprendo tre sezioni dedicate a Music, Film, Interactive: dando spazio a idee creative che vedremo (lo spero) premiate a Cannes e Clio, quali Social Media Hell di R/GA, un Social Gaming che “offre la possibilità di monitorare e partecipare all’evento integrando dati provvenienti da Twitter e Foursquare prodotti nell’area del SXSW attraverso una reinterpretazione dell’inferno dantesco, dove l’utente partecipando deve sbloccare i diversi livelli” (citato da iMagazine).

Succede che la più grande community di conferenze a tema “Ideas worth spreading”, il TED, inauguri una sezione dedicata agli “Ads worth spreading“.

Insomma, succede che alla provincia dell’impero dei premi (Cannes e Clio e pochi altri) gli esperti di nuove tecnologie stanno appropriandosi di creatività. Ed essendo più piccoli e giovani, lo stanno facendo più velocemente e intelligentemente di quanto il centro dell’impero si stia appropriando delle nuove tecnologie. A noi la scelta: stare a guardare il declino e raschiare il fondo del barile, o cavalcare il cambiamento e diventare pionieri di quello che sarà il prossimo impero.

Non mi credete? Leggetevi Fondazione e impero di Asimov, poi ne riparliamo.

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Abbiamo già parlato di projectural mapping, riferito agli AC/DC. Mi fa piacere vedere che questa tecnologia di realtà aumentata architettonica sta crescendo, e diventando sempre di più una nuova forma di outdoor geek.

Vi segnalo la nuova iniziativa per Ralph Lauren:

E anche quella per la Toyota Auris, ad opera di Glue Isobar London, di cui trovate qui il making of:

E se non vi basta, godetevi pure la top 10 di Mashable.

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Color è un’app geosocial di foto. In pratica, chiunque usi l’app e scatti una foto in uno stesso luogo, finisce in un album costituito dall’app stessa che raccoglie appunto tutte le foto scattate in quello stesso luogo.

Complicato, dite? Niente affatto.

Provate a leggere qui sopra quello che ha fatto il Telegraph con Color: si son alleati per creare un enorme album di foto del Royal Wedding inglese. Semplice ed efficace.

Il social geotagging è una delle tecnologie geek più interessanti per i creativi. Perchè applica la logica del gaming all’interno dell’advertising. Da tenere d’occhio!

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