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Posts Tagged ‘buzz’

Awesome.
Decisamente poco conventional, molto geek advertising 🙂
In occasione del lancio della versione 3D di StarWars, al cinema, si è costruito un organo fatto con 20.000 pezzi di Lego – marca che fa dei bei soldi grazie alla serie cinematografica-fantascientifica più famosa dell’universo conosciuto.
Non solo suona ma fa vedere il mondo di Star Wars… Lego Style.
La cosa straordinaria è che l’oggetto funziona sul principio del carillon: Le persone fanno ruotare un tamburo, il tamburo tramite dei rilievi, aziona la tastiera dell’organo. Ma i rilievi sono scenari StarWars…insomma, guardatevi il video, che si fa prima 🙂
Collegamento al business: dalle location dell’oggetto (le prime cinematografiche) possibilità di accedere, attraverso QR code, a un microsito e ordinare i set Star Wars mostrati.
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Col digitale è diventato semplice fare cose prima difficilissime. Quindi, specialmente nell’arte del filmaggio, per attirare l’attenzione su una cosa che un ragazzo può fare da solo in pochi giorni con un computer, bisogna farla difficile, con :
– 25 Animatori
– 5 Mesi
– 350,000 Post-it.
Si è così realizzato un filmato per Melissa, marca brasiliana che fabbrica scarpette di plastica molto fashion – anche in collaborazione con Vivienne Westwood e altri grossi nomi.
Insomma, ecco il film che è carino ed è stato realizzato in uno dei negozi aziendali (e meno male, avete presente quanto costano 5 mesi di affitto di un teatro di posa ? 😉 che è poi stato lasciato ai pennarelli dei passanti 🙂

Un bel co-marketing anche per 3M, btw.

Del film sono stati ricavati diversi “tagli”, dallo spot da 30″ al making of. Occhio e croce sono andati vicini a fare un milione e centomila views, quindi abbastanza virale. Ovvio che quello che conta qui è fare “buzz”…

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Questa di Tipp-Ex è sicuramente una delle campagne di comunicazione migliori dell’anno.
Andate sul canale YouTube qui per godervi questa experience :-). Non si tratta infatti di un semplice filmato virale ma di un’attività di interazione – e in qualche modo anche di sfida ai creativi…
La campagna è bella non solo per l’uso interattivo di YouTube, permettendo di scegliere come si ramifica la storia e di guardare il filmato relativo alla scelta fatta (si era già visto ad esempio qui)
Non solo per il tono divertente del filmato (che mi ricorda questa campagna di adv con questi due spot – uno e due)
Ma perché il tutto gira attorno alla funzione del prodotto – quell'”undo” antelitteram che ha portato al nostro mondo il correttore. La comunicazione è legata proprio alla funzione, alla possibilità di riscrivere, di cambiare il corso degli eventi, di correggere…  insomma non solo una forte creatività ma una bella strategia.
Notevole la quantità di filmati e di copertura delle possibili scelte (provate ad es: love, hate, eats,dance…); forse la cosa più divertente è proprio andare a cercare tutte le possibili soluzioni e vedere cosa si sono inventati… ovvio che si sono dati un gran da fare e hanno investito seriamente sul progetto di buzz.
(grazie a dario per la segnalazione)

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Sull’ottimo blog di Riccardo Mori, ho letto un post che mi ha convinto a scrivere a mia volta qualcosa sull’Hype Marketing di Apple.

Ogni lancio di nuovo prodotto, infatti, è preceduto da quello che David Pogue qui chiama “the apple guessing game”: un inesauribile rincorsa di blog, twitter, facebook, TV e carta stampata a chiedersi quale saranno le caratteristiche di un prodotto che – attenti bene! – non si è neanche sicuri esista: dal momento che la Apple ufficialmente smentisce.

Eppure, come rileva il sopracitato Mori, assieme alle fonti che lui stesso cita – il wall street journal e il mac observer, proprio Apple possiede un talento unico nel pilotare delle “controlled leaks” di notizie su quello tutti sanno essere il probabilissimo protagonista del “Main Event” di domani. Leggetevi anche i dettagli del post, e scoprirete che, secondo l’autore dell’articolo, Apple è riuscita a farsi pubblicare notizie sul Mac Tablet / iSlate / iPad (i tre nomi più probabili dell’attesissimo tablet mac) sul WSJ, lasciando però aperto il “loophole” che si tratti di un equivoco editoriale, tutelando così se stessa e il WSJ.

Quindi, riassumendo: hype marketing gratuito; buzz marketing gratuito; una campagna pubblicitaria integrata – ne parlano tutti i media, online e offline, da mesi – gratuita; consumatori e azionisti che hanno ormai lo stesso livello di adrenalina di una folla di metallari che morde i cancelli prima di un concerto. C’è altro?

Ah sì, pure un advergame gratuito: se pensate che Gawker ha organizzato una caccia al tesoro, mettendo in palio premi in denaro per chi fornisca prove dell’esistenza del Tablet Mac.

E non dimenticate che il MacTablet, o come si chiamerà, rivoluzionerà il mercato editoriale (affondando il colpo che Kindle ha iniziato a infilare).

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